Debiti fiscali annullati fino a cinquemila euro
Rientrano nell’operazione di pulizia del magazzino fiscale stabilita dal Decreto Sostegni anche gli importi presenti nei piani relativi alla rottamazione dei ruoli e al saldo e stralcio degli omessi versamenti. L’annullamento automatico dei debiti di importo residuo, alla data del 23 marzo scorso, non superiore a 5mila euro, risultanti dai carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2010, riguarda i soli soggetti, persone fisiche e non, con reddito imponibile 2019 non superiore a 30mila euro. La concreta attuazione della norma è però, come sempre, demandata a un successivo decreto del MEF, che dovrà essere emanato entro trenta giorni dalla data di conversione in legge del Decreto Sostegni e con il quale saranno definite le modalità e le date dell’annullamento dei debiti, del relativo discarico e della conseguente eliminazione dalle scritture patrimoniali degli enti creditori. I debiti devono avere un importo residuo di 5mila euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni (nel computo non vanno considerati gli interessi di mora e l’aggio di riscossione), quindi anche ruoli originariamente più consistenti. Attenzione alle date: è rilevante non la data di notifica della cartella al debitore, ma quella, antecedente, di consegna del ruolo all’agente della riscossione da parte dell’ente creditore. Per espressa previsione normativa, l’operazione ricomprende anche i debiti eventualmente presenti nei piani di pagamento relativi alle precedenti definizioni agevolate “rottamazione-ter” e “saldo e stralcio” degli omessi versamenti. Invece non possono beneficiare dell’annullamento automatico: le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione europea, i debiti derivanti da condanne penali.
Vediamo chi può beneficiarne: le persone fisiche che, nel 2019, avevano un reddito imponibile a non superiore a 30mila euro; i soggetti non persone fisiche che, nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, hanno conseguito un reddito imponibile fino a 30mila euro. In attesa del decreto ministeriale è sospesa la riscossione di tutti i debiti di importo residuo fino a 5mila euro dal 2000 al 2010. Lo stop riguarda tutti i debitori, non solo quelli in possesso del requisito reddituale per beneficiare dell’annullamento.
Il decreto contiene inoltre una disposizione finalizzata alla revisione della disciplina dei crediti di difficile esazione e all’efficientamento del sistema della riscossione: entro 60 giorni dal 23 marzo, il ministro dell’Economia e delle Finanze trasmetterà al Parlamento una relazione con i criteri individuati per modificare il meccanismo di controllo e di discarico dei crediti non riscossi. —
*dottore commercialista
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