Gazzetta di Modena

Modena

Il Gesù Crocifisso con le violette segno di fede dei Fiumalbini

S.C.

Rispettata la tradizione del Venerdì Santo anche se in forma ridotta Processione simbolica in chiesa con le delegazioni delle Confraternite 

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FIUMALBO. «Anche quest’anno abbiamo mantenuto la nostra tradizione del Gesù Crocifisso, con le violette cucite sul lenzuolo». È soddisfatto Andrea Nardini, vicepriore della Confraternita dei Bianchi all’uscita dalla celebrazione del Venerdì Santo per un rito molto caro ai Fiumalbini e ai paesi dell’alto Appennino.

Quei fiori di prato, raccolti sui versanti a sud del Cimone, esprimono da tempo immemorabile l’attaccamento delle famiglie del paese ai colori della liturgia nella Settimana Santa e nei riti della Passione. Quest’anno il ritorno della celebrazione, anche se in forma ridottissima, è stato un segnale di fiducia nella ripartenza, visto che l’anno scorso, proprio a causa della pandemia, la celebrazione fu solo in streaming.

Quest’anno invece, anche se a ranghi ridottissimi, il Venerdì Santo si è tenuto in presenza, con le delegazioni delle confraternite.

«Cinque confratelli della Confraternita dei Bianchi, cinque dei Rossi e due sorelle di quella dell’Addolorata - continua Nardini - erano nelle navate della chiesa dove c’è stata una processione simbolica. Alla quattordicesima stazione è stato esposto il lenzuolo con la statua di Gesù Crocifisso; cucite a piccoli mazzi c’erano le violette, raccolte soprattutto a Doccia e a Casalino. Alla fine i fiori sono tornati alle famiglie del paese».

Rispettata pure la tradizione dei lumini rossi e bianchi che, anche in assenza della processione, i fedeli hanno comunque messo nelle strade, lungo il percorso della via Crucis, così come accade per la festa del patrono, San Bartolomeo e per quella della Santa Croce che si tiene ai primi di maggio. —



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