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Contributi regionali “sviati” La Corte dei Conti: «Risarcire»

Francesco Dondi
Contributi regionali “sviati” La Corte dei Conti: «Risarcire»

Un imprenditore condannato a rimborsare i 75mila euro incassati ma non usati Doveva realizzare impianti ecologici però il progetto non si è mai concretizzato

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Francesco Dondi

FIORANO. L’azienda in cui si sono susseguiti come amministratori unici aveva incassato dalla Regione un finanziamento di 75mila euro grazie ad un bando sull’innovazione. Il progetto, infatti, era quello di produrre impianti ecologici, in particolare di trigenerazione che gli imprenditori erano intenzionati poi a vendere anche ad alcuni caseifici modenesi. I fondi pubblici erano stati liquidati a metà dicembre 2013 a patto di alcuni impegni che l’azienda si era assunta, tra cui il divieto di cessione dei beni acquistati per almeno tre anni e l’assunzione di quattro persone a tempo indeterminato.

Ma una verifica effettuata di Finanza di Sassuolo ha invece evidenziato come tutto il progetto non abbia sostanzialmente trovato alcun riscontro. Nelle contestazioni mosse dalla Procura della Corte dei Conti regionale e fatte proprio anche in sede di Appello emerge il mancato completamento del programma. Le conclusioni arrivano alla luce della dismissione dei macchinari comunque acquistati, del fatto che i locali in cui si sarebbero dovuti trovare erano stati rivenuti vuoti di qualsiasi attrezzatura necessaria all’impresa; della mancata assunzione del personale previste dal progetto; della mancata individuazione di altro luogo in cui esercitare l’attività dopo che era intervenuto lo sfratto esecutivo dall’immobile inizialmente individuato come sede. E tutto era avvenuto nell’arco del triennio 2012-2015, periodo in cui sarebbe stato necessario continuare a lavorare come previsto dal bando finanziato.

I giudici d’appello non hanno accolto le controdeduzioni dell’avvocato difensore del primo amministratore unico, colui che aveva sottoscritto gli incartamenti per ottenere il finanziamento: a nulla servirebbe ascoltare alcuni testimoni che tutt’al più potrebbero raccontare di come l’Alta Tecnologia Italiana fosse stata ancora in vita nel periodo analizzato dalle Fiamme Gialle, ma non potrebbero di sicuro certificare l’avvio della produzione di impianti ecologici visto che non è mai iniziata. Nei suoi confronti è quindi arrivata la conferma della condanna alla restituzione dei fondi alla Regione.

È invece stato accolto l’appello dell’altro amministratore unico, entrato in carica dal 1 gennaio 2014 come indica il verbale assembleare. E poco importa che il manager abbia disconosciuto quell’atto, procedendo con una denuncia per falso: alla magistratura contabile interessa molto di più che già a inizio 2014 i finanziamenti regionali erano già arrivati e “sviati” per cui la responsabilità erariale è tutta a carico del primo amministratore. Per quella penale, invece, bisognerà attendere l’autunno quando inizierà il processo penale in tribunale. —

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