Strada dei vini «Bilanci non regolari per coprire i debiti» Il sindaco accusa
Costantini e il suo vice testimoniano nell’inchiesta sull’ente Una dipendente: «Non ci pagavano neppure gli stipendi»
SPILAMBERTO. Un’associazione che avrebbe dovuto promuovere il territorio e una società a responsabilità limitata, partecipata al 100 per cento dall’associazione, che sarebbe dovuta essere il ramo commerciale. La Strada dei Vini e dei Sapori e la “Città Castelli e Ciliegi srl” sono diventate argomento di discussione ieri in tribunale. Nell’inchiesta, guidata dalla Guardia di Finanza e coordinata dal pubblico ministero Claudia Natalini, risultano imputati la società e due persone. Si tratta degli ultimi legali rappresentanti dell’associazione e della società che devono rispondere di abuso d’ufficio e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Tra i testimoni di ieri, davanti al collegio presieduta dal dottor Pasquale Liccardo, ci sono stati anche il sindaco di Spilamberto, Umberto Costantini e il suo vice Salvatore Francioso. «Durante la campagna elettorale del 2014 – ha ricostruito – ci avevano segnalato alcune cose dubbie sull’associazione Strada dei Vini e dei Sapori e dopo il nostro insediamento, nell’autunno 2015, abbiamo chiesto la produzione dei bilanci anche perché venne chiesto di entrare nel Consiglio d’amministrazione».
La presentazione dei documenti ha invece fatto emergere alcune perplessità. «Abbiamo notato alcune irregolarità e un monte debitorio elevato per un’associazione di promozione turistica e una società di sua proprietà». Emerge la cifra di circa 2 milioni di euro, riconducibile ad una vecchia gestione che i due presidenti si erano impegnati a ridurre – anche con impegni economici personali – attraverso un sistema che viene contestato dalla Procura.
«Non era facile discernere le due realtà – hanno spiegato anche una dipendente e la segretaria amministrativa – L’associazione aveva una convenzione con l’Unione per la promozione turistica e veniva anche curato l’ufficio informazioni del museo del Balsamico. Vedevamo i soldi arrivare ma poi veniva girati sulla società per ridurre il debito senza, magari, pagarci gli stipendi».
La finalità, stando a quanto emerso, era quello di abbattere l’imponente debito maturato: «La promozione turistica di fatto non c’era – ha spiegato il sindaco Costantini – I soldi che venivano erogati servivano per altre operazioni».
E così si arriva a bilanci quantomeno poco veritieri con annotati crediti per centinaia di migliaia di euro inesigibili di cui la dottoressa Natalini ha chiesto conto in aula. Ma sul caso servirà un surplus di approfondimento da parte di un maresciallo della Finanza che ha anche analizzato un bando regionale a cui la Strada aveva aderito per incassare fondi promozionali. «Ma il progetto venne realizzato?», ha chiesto l’avvocato difensore Fabrizio Canuri. «Sì ma fuori tempo massimo», ha replicato l’investigatrice che dovrà comunque tornare a settembre per dirimere alcuni dubbi. —
F.D.
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