Gazzetta di Modena

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OGGI INCONTRO DRAGHI-REGIONI 

Il ministro Gelmini: qualche riapertura forse dal 20 aprile

Antonella Scutiero

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Antonella Scutiero

Roma. Ufficialmente sul tavolo dell’incontro convocato per oggi alle 17 a palazzo Chigi c’è il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che andrà completato e consegnato all’Unione europea entro fine mese. Ma è inevitabile che la discussione sul piano di ripresa tra il presidente del Consiglio Mario Draghi, Regioni ed enti locali tocchi anche gli altri temi di attualità, dai sostegni alle riaperture passando per il piano vaccini, tutti peraltro strettamente interconnessi.

Nei giorni in cui il malcontento riempie le piazze - con episodi violenti, come martedì a Roma - il tema di far ripartire le attività economiche si fa quanto mai stringente. Il centrodestra è in pressing da due settimane. «Da maggio ci saranno delle riaperture, forse qualcosa anche dal 20 aprile», anticipa la ministra per gli Affari regionali Maria Stella Gelmini, intervenendo agli Stati generali del settore Matrimoni ed eventi privati. Mentre il coordinatore nazionale e vicepresidente Forza Italia Antonio Tajani annuncia un piano da presentare al governo con date precise: «Stiamo lavorando a un piano di riaperture da presentare al più presto, vorremmo presentare al governo un progetto con delle date precise, augurandoci che la pandemia regredisca grazie alle misure a contrasto e al piano vaccini».

Italia Viva chiede di «programmare subito le riaperture e sostenere economicamente nella fase di ripartenza chi non ha stipendio né entrate certe tutti i mesi ed è stato massacrato dalle chiusure», insiste il capogruppo al Senato Davide Faraone chiedendo rispetto per chi è sceso in piazza. E domani il Pd riunirà la segreteria sulle misure per la ripresa.

Numeri e vaccini sono i paletti imposti da Draghi. Che è convinto della necessità di ripartire il prima possibile, ma senza passi falsi: per procedere spediti con la campagna vaccinale bisogna a tutti i costi evitare una nuova ondata causata da un allentamento temporaneo delle misure che, tirando le somme, non avrebbe altri effetti che peggiorare la situazione. Si guarda con attenzione ai dati: il tasso di positività è sceso al 4,03 per cento ma il traguardo delle 500mila vaccinazioni al giorno fissato per fine mese è ancora lontano.

Nel varare il decreto con la stretta di aprile, in vigore da ieri, il governo ha messo nero su bianco la possibilità per il consiglio dei ministri di derogare alle restrizioni e modificarle, allentando le misure. Il presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini chiede la riapertura di parrucchieri ed estetisti anche in zona rossa e di studiare una soluzione graduale, con ingressi individuali, per far ripartire palestre e piscine. «Penso che una misura che il governo potrebbe mettere in campo per aiutare ristoranti e bar - ha proseguito - potrebbe essere quella di estendere a tutto l’anno la sospensione del pagamento per l’occupazione del suolo pubblico, al momento bloccata a giugno, oppure ridurre il costo della Tari nelle città, magari d’intesa con le amministrazioni locali». —



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