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le scelte dei vari paesi 

L’Europa non decide ogni Stato fa da sé

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ROMA. I trombi sanguigni possono essere considerati un effetto collaterale «molto raro» del vaccino di AstraZeneca contro il Covid-19, ma i benefici del siero continuano a essere superiori ai rischi. È questa la conclusione dell’Ema, l’Agenzia europea dei medicinali, dopo l’analisi su 86 casi rilevati su circa 25 milioni di europei vaccinati con il rimedio anglo-svedese, nello stesso giorno in cui l’Organizzazione mondiale della sanità ha appurato che un nesso causale fra il vaccino di AstraZeneca e i casi rari di trombi sanguigni associati a livelli bassi di piastrine è «considerato plausibile ma non è confermato».

Il bugiardino di AstraZeneca sarà aggiornato per includere i rari effetti collaterali e l’avvertimento di prestare attenzione alla comparsa di sintomi post vaccinazione come mal di testa persistente, vista appannata, ematoma nel luogo dell’iniezione. L’Ema tuttavia non ha imposto restrizioni sull’età o raccomandazioni, spiegando che la maggioranza dei casi di trombi rari è stata individuata in donne sotto i 60 anni entro due settimane dalla vaccinazione ma che non ha appurato rischi specifici connessi a fasce di età o sesso.

Su Astrazeneca la palla passa agli Stati. I Paesi europei hanno assunto posizioni diverse. La Francia ne raccomanda l’uso solo da 55 anni in su, la Germania lo usa per gli over 60. Norvegia e Danimarca ne hanno sospeso l’uso. Mentre il Belgio ha limitato la somministrazione alle persone con età uguale o superiore a 56 anni. Il Regno Unito ha annunciato che agli under 30 sarà offerta la scelta di un vaccino alternativo ad AstraZeneca. —

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