Un pool di super avvocati per il divorzio dall’Unione
La giunta Greco ha chiesto aiuto al prof. Midiri per il ricorso al Consiglio di Stato Con lui anche l’avv. Fregni. La beffa di dover pagare anche i legali dell’Ucman
Francesco Dondi
MIRANDOLA. Il curriculum parla chiaro: il Comune ha deciso di affidarsi ad uno dei massimi esperti costituzionalisti italiani per districare la pratica di recesso dall’Unione e divenire al più presto autonomo. E per far valere le proprio convinzioni davanti ai giudici del Consiglio di Stato, la Giunta-Greco ha chiesto sostegno al professor Mario Midiri, avvocato iscritto all’Albo Cassazionisti, docente presso l’Università Lusma di Roma e presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, docente presso la Scuola di specializzazione in studi sull'amministrazione pubblica di Bologna, già direttore dell’Ufficio legale del Senato, assistente di studio presso la Corte Costituzionale e consigliere parlamentare del Senato.
Sarà quindi un guru del settore, che conosce anche piuttosto bene gli ambienti romani per aver frequentato a lungo il parlamento in qualità di tecnico, l’esperto in diritto costituzionale ed amministrativo cui affidare l’incarico per la redazione del parere “pro veritate” da produrre a corredo del ricorso in appello, “essendo lo stesso dotato della necessaria competenza ed esperienza”, si legge nell’atto di incarico che prevede inoltre lo stanziamento di poco più di 3800 euro.
La scelta del prof. Midiri riguarda in particolare un approfondimento legato all’autonomia comunale. Lo spiegano bene Greco e i suoi assessori: «Uno dei punti centrali della controversia risulta essere la portata e le modalità d’esercizio del principio di autonomia dei Comuni sancito dalla Parte II - Titolo V della Costituzione, tematica da approfondire con la massima attenzione, unitamente ad altri argomenti posti in rilievo nella sentenza del Tar».
Ma il Comune sarà rappresentato anche dall’avvocato Giorgio Fregni, tra i massimi esperti modenesi di diritto amministrativo. Per rinnovare il suo incarico dopo il lavoro fatto di fronte al Tar, sono stati messi a bilancio altri 13mila euro complessivi.
Quei due incarichi stanno incassando le critiche delle opposizioni mirandolesi, già di per sé contrarie al piano di uscire dall’Unione Area Nord e ora piuttosto attente ai costi che l’exit potrebbe comportare anche nel perseguire una verità giudiziale. Incarichi del 2021 che vanno infatti ad aggiungersi a quello del dottor Maurizio Pellizzer (38mila euro), specialista individuato dal Comune per analizzare il nuovo assetto municipale in caso di abbandono dell’Ucman.
E c’è anche chi, in maniera sarcastica, fa notare come Mirandola stia partecipando a pagare anche l’avvocato Federico Gualandi, incaricato dall’Unione sia nel vincente ricorso proposto al Tar contro la delibera del Consiglio comunale di Mirandola che sancisce l’exit e per preparare il secondo atto al Consiglio di Stato per un totale di circa 4mila euro. Come del resto ha finanziato il lavoro del dottor Giuseppe Canossi, consulente dell’Unione a cui è stato chiesto un progetto di riorganizzazione dell’Ucman senza più la città capodistretto. Sommando le varie spese fa 81mila euro. —
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