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primo passo del progetto 

Nuova “bretella” fino a Fossoli Più di otto milioni per due chilometri

Saverio Cioce
Nuova “bretella” fino a Fossoli Più di otto milioni per due chilometri

Nell’ipotesi approvata dalla giunta anche una ciclabile  oltre alle rotatorie per il traffico del futuro ospedale

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Saverio Cioce

Sulla base dei progetti presentati dovrebbero essere 6,2 i milioni necessari per realizzare i due chilometri della bretella che collegherà Fossoli e la zona industriale a ovest di Carpi, dalla Romana Nord a via Guastalla. Ma a conti fatti, quando saranno completate tutte le opere connesse, il peso sul bilancio comunale potrebbe sfiorare facilmente gli 8 - 9 milioni che peseranno integralmente sul bilancio comunale.

È questa la soluzione adottata dalla giunta che nei giorni scorsi ha dato il via libera per allungare di 2100 metri la tangenziale Bruno Losi, con annesse rotatorie, ciclabili e opere accessorie. Una scelta maturata da tempo, quella di portare il traffico di scorrimento verso nord e che dovrebbe essere completata con la giunta Bellelli. Per intenderci la grande area che ha come confini l’Autobrennero da un lato e l’elettrodotto dall’altro poco a poco verranno innervate di infrastrutture in modo da poter diventare zone edificabili, a cominciare da una destinazione industriale della zona.

L’interesse per la crescita a nord della città, almeno per la parte non residenziale, viene perseguita con tenacia da quattro decenni e ora gli ultimi tasselli verranno incastrati su misura. Oltre alla cosiddetta Zona Autotrasportatori, che a dire la verità non è mai stata molto gettonata dagli spedizionieri, la bretella passa davanti all’area dove sorgerà il nuovo ospedale, con annessa rotatoria.

«Delle tre ipotesi di lavoro che ci ha presentato lo studio Politecnica a cui abbiamo affidato la progettazione – spiega Marco Truzzi, assessore ai Lavori Pubblici – quella che ci ha convinto di più è quella che passa in superficie e che permette di collegare i nuovi poli di sviluppo edilizio, a cominciare dall’ospedale. Abbiamo scelto abbastanza rapidamente di evitare il sottopassaggio per i Quattro Pilastri, vuoi per i costi e anche perché, in un tragitto dove sono presenti già parecchie rotatorie in pochi chilometri, andare a complicare un cantiere solo per l’ultimo tratto non aveva molto senso. Un esempio? In caso di forti temporali per effetto del cambiamento climatico, sempre più frequenti temo, la quantità d’acqua che potrebbe allagare il sottopasso dovrebbe prevedere pompe elettriche sempre perfette per non creare problemi agli automobilisti. Per non parlare poi dell’interferenza con la falda sotterranea se si andasse a costruire una muraglia di cemento cinque metri sotto la campagna».

Che quella scelta sia la soluzione più economica lo dice la giunta stessa, che nella delibera spiega chiaramente che gli svantaggi di non rispettare la distanza minima prevista tra due rotatorie (400 metri anziché 500, come previsto dalla normativa) e il sovraccarico di traffico sulla viabilità locale, sono un danno collaterale accettabile rispetto ai risparmi di spesa. E ora cosa farà il consiglio comunale?

Non è previsto che venga portata al voto la scelta per il tracciato; lo sarà per legge la variante urbanistica nel momento in cui ci sarà il collegamento con la pianificazione per il nuovo ospedale.

«La sua collocazione in quella zona è stata decisa in sede sanitaria dall’Ausl» sottolinea Truzzi. A Carpi intanto tutti gli addetti ai lavori cominciano a fare i conti sulle ricadute per le imprese coinvolte nelle costruzioni. Ovviamente ci sarà un vincitore con le spalle abbastanza robuste per garantire il tutto, ma anche la miriade di aziende artigiane guardano con interesse a quella che potrebbe diventare una buona occasione di bussiness. —

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