Otto milioni per un recupero: nasce la scuola di alta cucina
“Saperi e sapori” prevede studi legati allo Spallanzani e Bottura Una via per uscire dall’impasse di anni di idee senza seguito e dall’assenza di attività
Un progetto da otto milioni di euro si aggira da oltre due anni per Villa Sorra. Si chiama “Saperi e sapori” e per ora di concreto c’è solo il concorso per il logo. Si tratta dell’ambiziosa operazione di recupero integrale della villa per creare la Casa delle eccellenze enogastronomiche del territorio. Una scuola di alta cucina collegata all’istituto Spallanzani di Castelfranco, seguita dallo chef Massimo Bottura e che ha anche la benedizione di Carlo Petrini di Slow Food. Cinque milioni già annunciati con fundi europei, più tre dalla Regione, uno dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e uno dai quattro Comuni comproprietari (Modena, Castelfranco, San Cesario e Nonantola). Da tre anni se ne parla, ora si attende il primo cantiere. Gli amministratori, compreso il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli, hanno grandi idee intorno a questo polo della cucina emiliana. Ma la quotidianità indica un trattamento molto diverso per Villa Sorra. Il degrado è noto anche alla Soprintendente regionale Cristina Ambrosini che lo ha nominato l’anno scorso in risposta a una segnalazione. Anche se “Saperi e sapori” è un progetto solido e ormai maturo, purtroppo per decenni Villa Sorra ha sofferto il bipolarismo di una politica locale che annunciava grandi interventi e poi la lasciava in abbandono o in mano a eterni cantieri. Certo, si parla di un edificio settecentesco impegnativo, come gli stessi proprietari sapevano, considerando che da una onerosa eredità lasciata dai Cavazza la curia ne trasse nel 1933 una Opera Pia e solo nel 1972 se ne sono fatti carico i quattro Comuni. Delegando di fatto a Castelfranco la gestione ordinaria. Riuscendo a ricomporre a fatica tensioni interne su costi e decisioni. Oggi, a metà di un patto quinquennale tra Comuni, la situazione pare migliorata. Una convenzione prevede dal 2018 un aumento dei fondi annuali di gestione ordinaria complessiva per a 192mila. Il tutto, come annuncio l’ex assessore Giampaolo Cavazza, «per condividere e valorizzare il complesso con progetti culturali». Languono però le attività. L’unica certa è stata quella effimera assegnata nel 2019 al massimo ribasso all’associazione Cosenza Autentica e durata pochi mesi, prima dell’abbandono improvviso. Prima le iniziative erano in mano all’associazione Xvs che organizzava giornate a tema, parate napoleoniche e altre attività. C’erano anche le guardie provinciali. Da anni tutto è chiuso. Il sindaco Gargano annuncia un’estate viva. —
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