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il rapporto di bankitalia 

Riciclaggio, a Modena è piena emergenza

Luca Gardinale
Riciclaggio, a Modena è piena emergenza

La provincia è ai primi posti in Italia per operazioni sospette, finanziamento al terrorismo e per affari con i paradisi fiscali

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Luca Gardinale

Una provincia sempre più “rossa”. E se in questo caso non c’entrano i colori legati alla pandemia, il significato della tonalità intensa è ugualmente negativo. Del resto, al centro ci sono operazioni di sospetto riciclaggio, finanziamento a organizzazioni terroristiche e bonifici verso paradisi fiscali. Un quadro piuttosto preoccupante, insomma, sopratutto perché vede Modena e l’Emilia Romagna costantemente ai primi posti in Italia per segnalazioni.

Una situazione descritta dalla Cgil di Modena, e in particolare dal responsabile del Coordinamento legalità Franco Zavatti, che ricostruisce i dati sul secondo semestre 2020 pubblicati dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. «Elementi - spiega Zavatti - sui quali si dovrà riflettere e agire molto concretamente sul fronte del contrasto all’espansione della economia malavitosa in Emilia Romagna e a Modena». A livello generale, il 2020 è stato un anno record per le segnalazioni di sospetto riciclaggio, con un aumento del 7,2% a livello nazionale, per 113.187 casi complessivi. Passando al rapporto tra casi segnalati e abitanti, al primo posto c’è proprio l’Emilia Romagna, davanti a Sicilia e Calabria, mentre a livello provinciale Modena è seconda con 1.060 segnalazioni. Davanti c’è solo Bologna (1.852 casi), mentre dietro ci sono Reggio (1.005) e Parma (880): «Insomma - incalza Zavatti - nell’area ovest della regione si ricicla di più».

Il report affronta poi il tema delle operazioni di sospetto finanziamento al terrorismo: in questo caso le province emiliano-romagnole “rosse”, ovvero con il numero più alto di segnalazioni per 100mila abitanti, sono Modena, Ravenna e Forlì-Cesena. «Sconcertanti i dati sul Money transfer - spiega ancora il responsabile del Coordinamento legalità della Cgil - e cioè gli affari sporchi con i “paradisi fiscali” . Un “settore” che nel 2020 ha visto un aumento del 6,6% delle segnalazioni a livello nazionale, mentre le operazioni effettuate sono quasi raddoppiate (+72,3%). E anche in questo caso la regione con il maggior numero di segnalazioni è l’Emilia Romagna, con Parma, Modena, Bologna, Ferrara e Ravenna indicate dal report di Bankitalia come le realtà più problematiche. Per quanto riguarda i settori lavorativi dei “clienti” segnalati, si va dall’industria all’edilizia, dall’agricoltura al commercio, dai servizi agli intermediari finanziari. «In sostanza - chiude Zavatti - la descrizione della rete economico-produttiva emiliano-romagnola. Una realtà molto pesante e in evidente peggioramento nel pieno della pandemia. Per questo insistiamo nel richiedere il necessario lavoro dei tavoli provinciali di legalità, per approfondire questi dati dannosi e avviare progetti concreti di prevenzione». —

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