Tifosi battono la FederTennis: riavranno i soldi dei biglietti
I coniugi dovevano assistere agli Internazionali d’Italia poi giocati a porte chiuse La Federazione dà buoni spesa, ma loro ottengono il rimborso
Enrico Ballotti
SAN FELICE. “Gioco, partita, incontro”. Nel gergo tennistico questo ritornello ha un solo significato: la vittoria di una sfida sul campo da gioco. In questo caso, però, la vittoria si è spostata nelle stanze del giudice di pace di Finale. Ad aggiudicarsi “gioco, partita, incontro” sono stati marito e moglie di San Felice che hanno battuto, quasi a sorpresa, la FederTennis. Sì, proprio la Fit, Federazione Italiana Tennis, organizzatrice degli Internazionali d’Italia Bnl a Roma. A raccontare i fatti è l’avvocato Giulio Malagoli che ha seguito la pratica per i coniugi appassionati di tennis. «I miei clienti avevano acquistato i biglietti per due gare di semifinale, prezzo totale 822 euro. Non hanno però potuto partecipare alle partite in quanto gli Internazionali sono prima stati rinviati, da maggio a settembre, e poi giocati a porte chiuse causa Covid». Da qui la comprensibile scelta di chiedere il rimborso della cifra spesa. «La FederTennis ha proposto agli sportivi, marito e moglie di San Felice compresi, il così detto “Super Voucher”. Un buono, maggiorato del 25%, da utilizzare per assistere ad altri spettacoli. I miei clienti, però, avevano chiesto il rimborso degli oltre 800». Richiesta, questa, spedita al mittente. O meglio, chi spiega è ancora Malagoli: «La FederTennis ha ribadito che avrebbe rimborsato tramite il “Super Voucher’’, comunicando che il rimborso del prezzo per chi non avesse voluto usufruirne sarebbe stato effettuato solo se fosse stata reperita la copertura finanziaria per farlo. Una risposta che non potevamo accettare. È come dire: devo pagarti, ma lo faccio solo se ho i soldi». Si arriva al giudice di pace: «Che ha emesso un decreto ingiuntivo esecutivo, il quale, peraltro, non essendo stato opposto dalla Federazione, è passato in giudicato assumendo il valore di una vera sentenza. La Fit è stata così chiamata a rimborsare completamente la cifra spesa dalla coppia. Gli 822 euro sborsati per assistere alle partite poi giocate, con mesi di ritardo, a porte chiuse. Un risultato ottenuto dopo molti mesi, ma dal significato importante».—
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