La minoranza attacca: «Bilancio, zero aiuti e stallo investimenti»
PRIGNANO. «Il bilancio, possiede due ingredienti che mai un bilancio di una società o di un Ente pubblico dovrebbe avere: la paura e la demagogia». Attacca così le scelte della giunta il gruppo di minoranza “Noi Insieme per Prignano” guidato da Ennio Bonilauri. «A Prignano gli oneri fiscali sono invariati da almeno 20 anni. Il solo aumento fiscale, con l’introduzione per la prima volta nella storia del comune dell’addizionale Irpef, è stato nel 2010 con un’amministrazione di sinistra, a vocazione ideologica verso nuove tasse e rinuncia al controllo diretto dei servizi. Risutato: le bollette sono triplicate - spiega Bonilauri - Sull’addizionale Irpef, abbiamo chiesto di allargare la platea di esenzione ai redditi fino a 20 mila euro per lasciare soldi alle famiglie. Abbiamo chiesto di esentare l’Imu sugli immobili che sono in comodato gratuito. Niente, ci è stato risposto che il bilancio deve avere un pareggio e non esistono voci dai quali prendere i soldi che verrebbero a mancare. Beh, spendiamo 320 mila euro all’anno dentro all’Unione dei Comuni, da dove non si riesce a percepire i servizi di ritorno sul territorio. Sugli investimenti siamo allo stallo totale. Il polo scolastico è partito nel bilancio del 2003 e finalmente dopo 18 anni è a conclusione. Altri investimenti previsti, forse sull’impiantistica sportiva, perché sono legati all’alienazione delle vecchie scuole di Pigneto. Prignano è un comune virtuoso e ha cespiti delegabili per diversi milioni di euro, quindi se vuole cercare di essere pronto alla fine della pandemia e avere, alla ripresa delle riaperture, un’offerta anche per un turismo da week end, dovrebbe investire subito su viabilità e impiantistica sportiva. Progettando anche una soluzione definitiva per lo scheletro di capannone che si trova all’entrate del paese. Non certo esempio da cartolina». —
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