Parroco rapinato di notte «C’era tanto sangue e varie tracce della fuga»
CAMPOSANTO. Don Valter Tardini, non ha potuto testimoniare davanti al collegio di giudici, presieduto da Roberto Mazza. A 81 anni non è ora nelle condizioni adeguate per presentarsi come ha certificato un medico. Ma ieri si è iniziato comunque a discutere della rapina del 27 gennaio 2017 in parrocchia. Imputato è un ragazzo rumeno, difeso dall’avvocato Laura Affi.
L’udienza è stata utile soprattutto al pubblico ministero Lucia De Santis, per ascoltare il maresciallo che guidò le indagini, e contestare due aggravanti legate all’ora notturna che avrebbe reso meno incisiva la possibile difesa del parroco e la rapina commessa da più persone.
«La rapina è avvenuta alle 2.30 di notte. Qualcuno è entrato rompendo una finestra – ha spiegato l’investigatore – Abbiamo riscontrato tracce di sangue in camera da letto, trovato una busta bianca poco distante dalla parrocchia con tracce ematiche e un foglio della cassaforte. Nei paraggi c’erano anche due mozziconi compatibili che abbiamo repertato». È infatti il Dna che collega il presunto rapinatore con quella notte di violenza visto che i numeri telefonici analizzati, e considerati in uso all’imputato, non lo collocano nella Bassa. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
