Comune e sindacati si schierano con i rider
Pd e la lista Carpi 2.0 promotori di un protocollo di tutela con Cgil, Cisl e Uil Possibile adesione di un quarto fronte autonomo. «Servono standard minimi»
Serena Arbizzi
Tutele per i rider. Questo l’obiettivo di una mozione presentata dal gruppo consiliare Pd e Carpi 2.0 sui fattorini che trasportano il cibo a domicilio. Categoria priva, al momento, dei diritti essenziali dei lavoratori e che basa il proprio guadagno sul cottimo: un modus operandi che spinge a una sempre maggiore fretta nelle consegne e, quindi, a un rischio più elevato di incidenti. Come anticipato dalla Gazzetta, a Carpi ha debuttato un nuovo sindacato, una unione, nata dagli stessi rider e presieduta da Emanuele Bertesi. Con la discussione del protocollo avvenuta tra le sigle storiche Cgil, Cisl e Uil e il Comune si avvicina, anche per Carpi, come nella vicina Modena, la firma di un protocollo per chiedere più diritti per i fattorini. Anche la union, con cui in un primo tempo c’erano state scintille, converge verso gli obiettivi contenuti nel protocollo anche se prima di sbilanciarsi sulla partecipazione o meno al patto ne dovrà discutere in assemblea. Un tema che, con la presentazione della mozione, arriverà in Consiglio comunale.
“Siamo vicini ai rider, lavoratori occupati in un settore che è in forte espansione ma che li vede ancora privi di contratto e tutele – scrivono Pd e Carpi 2.0 - Riteniamo che tutti le istituzioni debbano impegnarsi al fianco dei rappresentanti dei lavoratori affinché venga sottoscritto al più presto un contratto collettivo nazionale. Questo lavoro deve essere considerato, a tutti gli effetti, un lavoro di tipo subordinato, perché nei fatti è tale”. Il gruppo chiede, tramite la mozione, di sottoscrivere il protocollo d’intesa con le sigle sindacali e annota una serie di impegni. “L’Amministrazione, in sostanza, si impegna a individuare, insieme alle sigle sindacali, una serie di misure concrete capaci di migliorare le condizioni di lavoro quotidiane – spiega la mozione - Riteniamo sia necessario promuovere il rispetto di standard minimi di tutela che garantiscano condizioni di lavoro eque e dignitose, anche sotto il profilo della salvaguardia della salute soprattutto visto il particolare momento di emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Occorre poi verificare i percorsi quotidiani dei rider e impegnarsi a renderli più sicuri, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei lavoratori e dei cittadini”. Come spiegato su queste colonne già da dicembre, infatti, i riders hanno chiesto collegamenti più sicuri alle frazioni e verso il quartiere dei ristoranti a ovest della città. La mozione contiene anche la richiesta presentata fin dall’inizio dai rider: ossia “uno spazio al coperto dove i fattorini possano sostare in sicurezza e al riparo, poter ricaricare i cellulari e poter procedere alla eventuale manutenzione dei mezzi, attivando anche forme di collaborazione con officine o altri esercizi del territorio. In tali spazi, si potranno prevedere anche punti informativi con tutte le notizie utili per emergenze, viabilità, servizi pubblici. Sono tutte misure che possono contribuire a migliorare la qualità della vita di queste persone, in gran parte giovani, che devono essere messi in condizione di lavorare in serenità e sicurezza”, aggiunge la mozione. —
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