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bonaccini e la campagna vaccinale regionale 

Lo stop di Johnson&Johnson «Sarebbe una brutta tegola»

GIB
Lo stop di Johnson&Johnson «Sarebbe una brutta tegola»

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L’assessore alla Salute Raffaele Donini aveva parlato di Johnson&Johnson poche ore prima che arrivasse lo stop negli Stati Uniti. E aveva detto che nelle prossime settimane «ci sarà una accelerazione significativa sulla vaccinazione delle persone fragili, cioè con malattie croniche o disabilità, oltre che degli anziani. Anche grazie all’impiego, a domicilio e non, del vaccino J&J, in arrivo proprio questa settimana».

«Abbiamo un elenco in continuo aggiornamento di circa 180mila persone fragili in regione – prosegue Donini – al momento ne abbiamo vaccinate circa 100mila con patologie gravi». Alcune non hanno problemi a spostarsi, per altre saranno i vaccinatori a recarsi nelle abitazioni: «Qui siamo andati più in difficoltà a causa della complessità logistica dovuta anche alle temperature di conservazione delle dosi. Nel frattempo però alcune Ausl hanno fatto accordi con i medici di medicina generale per fare vaccinare a loro questa categorie. Inoltre aspettiamo per venerdì 12mila dosi di vaccino J&J che ha il vantaggio di richiedere una sola somministrazione e dunque una sola visita a domicilio. Per questo contiamo di accelerare molto». L’eventuale sospensione in Europa di J&J sarebbe un colpo durissimo per la campagna vaccinale (solo in Emilia Romagna ne sono attese 500mila dosi da qui a giugno) e infatti dopo poche ore il presidente Bonaccini ha dichiarato che sarebbe «una brutta tegola». Il presidente attende con fiducia il pronunciamento delle agenzie Ema e Aifa, sicuro che la popolazione non abbia timori: «Con AstraZeneca abbiamo avuto pochissime rinunce».

Sempre in mattinata Donini aveva dichiarato che per ora non ci sono problemi di personale per la campagna vaccinale, lanciando anche un messaggio a chi si è fatto vaccinare con Sputnik all’estero, compreso San Marino: «Il sistema sanitario regionale non prevede il riconoscimento di tale immunizzazione e perciò la persona vaccinata deve conservare il certificato vaccinale in attesa di specifiche disposizioni da parte del ministero».

I numeri dicono che ieri l’Emilia Romagna ha superato le 350mila persone immunizzate, cioè che hanno già eseguito la seconda dose. Nel Modenese sono 57.701. —



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