Nasce “Grano Nostro” dove antiche farine danno vita al pane
L’ECCELLENZA
Un ritorno alle radici, passando dalla riscoperta di valori quasi perduti che ha alla base uno scambio reciproco tra gli agricoltori, chi il pane lo produce e infine chi lo consuma. C’è tutta un’etica particolare dietro “Grano Nostro” l’Impresa Alimentare Domestica di Katia Mattioli e Stefano Prandi che, da venerdì, produce pane, pizza e lievitati esclusivamente su prenotazione. «Abbiamo iniziato a lavorare al progetto a maggio – racconta Katia – anche se l’idea ce l’avevamo già da un po’. Mio marito viene da una famiglia storica di fornai mentre io mi sono occupavo di progettazione di eventi e allestimenti, ma lui mi ha trasmesso questa passione». I due coniugi hanno aperto un laboratorio nella loro casa: «La decisione – sottolinea Katia – è stata dettata dalla complessa gestione ad esempio del lievito madre che richiede un’attenzione e una cura costante, quasi fosse un figlio». Katia e Stefano hanno adibito due stanze della propria abitazione a laboratorio, ristrutturandole e dotandole di tutti i macchinari di ultima generazione. C’è tanta attenzione dietro il lavoro dei due, che a volte si svegliano alle tre del mattino per verificare che il lievito madre stia “crescendo” bene. «Utilizziamo solo farine provenienti da grano italiano, - aggiunge - prevalentemente dall’Appennino Emiliano, vecchie varietà ed antiche, macinate a pietra naturale. Molte farine provengono da contadini delle nostre colline, ad esempio da San Valentino, abbiamo conosciuto un piccolo produttore di San Michele, poi altri nel Reggiano, a Carpineti...». Quello che hanno scoperto Katia e Stefano è un mondo di giovani agricoltori molto preparati, con prodotti di qualità. «Coi fornitori c’è uno scambio reciproco, nel rispetto totale l’uno dell’altro. E quando noi vendiamo ai clienti i nostri prodotti mi piace spiegare che ho comprato gli ingredienti da un determinato contadino, dove lo si può trovare e così via, per fare riscoprire questo mondo. Inoltre si tratta di prodotti genuini, il nostro pane si mangia tutto, non va buttato perché rimane buono per dei giorni». E ieri mattina l’assessore attività produttive ed al commercio Massimo Malagoli ha fatto visita a Katia e Stefano: «Iniziare in questo periodo, una nuova attività è sinonimo di grande coraggio, soprattutto se particolare come questa: a Katia e Stefano i migliori auguri da parte dell’intera città». — S.P.
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