Nuova Tac all’ospedale di Mirandola grazie a 500mila euro di donazioni Covid
SANITà
Mattia Cocchi
MIRANDOLA. È già stata installata e sarà attiva da lunedì la nuova Diagnostica TC dell’ospedale Santa Maria Bianca. Dopo l’adeguamento dei locali e degli impianti, l’installazione, il collaudo e la formazione del personale prevista nei prossimi giorni, l’apparecchiatura, con workstation dedicata, diventerà operativa e sarà a disposizione del Servizio di Radiologia diretto dalla dottoressa Novella Guicciardi, andando ad arricchire l’offerta tecnologica aziendale del Distretto mirandolese e dell’intera area nord. L’apparecchio TC dismesso e ancora in buone condizioni, è stato donato dall’associazione “La Nostra Mirandola” ad un’area disagiata all’estero. La nuova TC, a 128 strati, dal valore di 500mila euro inizialmente finanziati dall’Ausl nell’ambito del piano investimenti sulle attrezzature biomediche, è stata successivamente acquisita grazie alle donazioni covid pervenute all’Azienda sanitaria. Unisce una qualità dell’immagine di altissimo livello ad una riduzione della quantità di radiazioni, grazie ad algoritmi che consentono di diminuire di oltre il 60% la radiazione ceduta al paziente. Questa tecnologia avanzata assicura una ricostruzione ottimale delle immagini "total body" di tutte le sezioni corporee e l'esecuzione di indagini neuro radiologiche con immagini ad altissima risoluzione. Nel 2020, malgrado l’emergenza Covid, l’Unità Operativa di Radiologia del Santa Maria Bianca ha effettuato più di 53mila prestazioni tre RX tradizionale, Risonanza Magnetica, Ecografie, tra cui oltre 10mila TAC. In particolare, la cosiddetta termografica computerizzata sta giocando un ruolo fondamentale, anche rispetto alla gestione clinica dei pazienti Covid positivi, con oltre 4mila prestazioni erogate ai pazienti con accesso al Pronto Soccorso e a quelli ricoverati in ospedale. La tomografia computerizzata (TC) è una procedura diagnostica che sfrutta un sistema costituito da un tubo radiogeno che emette raggi X ed un computer di elaborazione molto potente. Le immagini radiologiche dei tessuti e degli organi, sono ricostruite tridimensionalmente attraverso la rielaborazione dei raggi X captati dallo strumento, dopo il loro passaggio attraverso le strutture biologiche del corpo. In alcune procedure, un colorante (mezzo di contrasto) può essere iniettato per via endovenosa o fatto ingerire dal paziente per migliorare la visualizzazione di tessuti e organi. La TC può essere utilizzata per favorire la diagnosi di numerose patologie come infiammazioni, tumori, fratture e pianificare un intervento terapeutico e monitorare l’efficacia di un trattamento. I distretti indagabili sono numerosi: encefalo, polmone, fegato, pancreas, reni, utero, vasi arteriosi e venosi, muscoli, ossa e articolazioni. Questa ultima innovazione dimostra l’attenzione dell’ospedale alle tecnologie, in un sistema sanitario che mai come ora si trova sotto forte pressione. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
