Occhi elettronici vigilano su Pavullo: in 5 anni telecamere quadruplicate
Quelle per la lettura delle targhe sono passate da 8 a 34 le fisse da 16 a 26, servite da 54 ponti radio e nuovi server
Pavullo. In cinque anni sono più che quadruplicate a Pavullo le telecamere per la lettura targhe, rendendo capoluogo e frazioni sempre più presidiate. Ma c’è stato un sensibile incremento anche di quelle fisse, quasi un raddoppio.
Il report su quanto fatto per la sicurezza nell’arco della legislatura è fornito dall’assessore Gian Luca Muzzarelli, che oltre alla delega al Bilancio ha anche quella ai Sistemi informativi e l’Innovazione tecnologica. Nel dettaglio, dal 2016 ad oggi le telecamere per la lettura targhe sono passate da 8 a 34, e quelle fisse da 16 a 26. In parallelo è stato istallato un nuovo server dedicato solo alla lettura targhe e un altro per la gestione della videosorveglianza tradizionale. La rete di trasmissione dati è stata interamente rifatta, grazie anche all’istallazione di tre cluster (reti di computer) dedicati. Ovviamente per rendere operativo il sistema si è dovuto anche incrementare sensibilmente i ponti radio, che sono così passati da 12 a 54. E si è approfittato del restyling anche per istallare sensori per la rilevazione delle Pm10 in due strategici siti di videosorveglianza. Oltre all’attività intracomunale c’è stata poi la collaborazione con l’Unione, per conto della quale sono stati progettati diversi punti di controllo, presi quindi in gestione diretta al momento dell’attivazione.
«I dati parlano da soli: lo sforzo è stato imponente – sottolinea Muzzarelli – soprattutto sulle telecamere esterne a lettura targhe, che sono più che quadruplicate nel quinquennio, e questo oggi consente non solo di avere una rete di sicurezza fortemente potenziata, ma anche di svolgere un compito fondamentale per l’Unione, a cui forniamo un servizio che di questi tempi viene ormai considerato essenziale». Il tutto ovviamente solo con finalità di sicurezza, nel totale rispetto della privacy.
E i cittadini come hanno reagito a questo “pullulare” di occhi elettronici? La città ne è popolata da anni, ma in una comunità di montagna ci si potrebbe aspettare un po’ di diffidenza o comunque di paura di troppo controllo. «Non è così – nota – una decina d’anni fa un’azione di questo genere poteva essere vissuta come un’indebita intrusione nella sfera privata. Ma oggi non è più così: grazie alle regole stringenti a tutela della privacy e alla garanzia di distruzione delle immagini non utili ai fini di sicurezza, oggi i cittadini hanno ben chiaro che se si istallano apparecchi è solo per aumentare la tutela della collettività».
Tanto è passato il concetto che spesso sono stati gli stessi pavullesi a chiedere telecamere in questo o in quel punto, istanze ovviamente poi sempre vagliate con le forze dell’ordine: «Le richieste in questi cinque anni sono state continue – rimarca Muzzarelli – sia per telecamere di lettura targhe, in punti strategici esterni, sia tradizionali da collocare nel capoluogo. Da parte nostra abbiamo fatto uno sforzo veramente significativo nel posizionare tecnologie di ultima generazione, performanti nella qualità d’immagine anche in condizioni di bassa luminosità. E non abbiamo chiuso solo gli accessi che portano a Pavullo: recentissimamente abbiamo concluso le operazioni anche su un’importante frazione, dove da parecchio tempo stavamo lavorando per individuare i punti giusti». —
D.M.
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