Forza Italia: «Uno scempio con parole impronunciabili»
Aimi: «Si va a compromettere la comprensione dei testi E cosa accadrebbe poi con l’uso formale della schwa in un atto pubblico?
«Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Ma davvero un Comune, organismo dello Stato, pensa che questa sia inclusione?». Così da Forza Italia il senatore e commissario regionale Enrico Aimi, che si dice sconcertato dalla proposta della schwa.
«Una simile scelta, peraltro adottata da un’istituzione statale, rischia di compromettere seriamente la comprensione del testo da parte di cittadini, italiani e stranieri. Uno scempio linguistico, grammaticale e pure fonetico. Perché, in effetti, non si comprende come poi andrebbero pronunciate foneticamente le parole che terminano con un simbolo raro, inesistente in italiano e poco familiare anche in numerose lingue europee».
Il Comune ha detto che questa modalità di comunicazione verrà usata solo sui social. «Ma la questione, francamente, ci preoccupa non poco – continua Aimi – se questa modalità di scrittura, che nulla ha a che vedere con la nostra lingua, dovesse essere adottata in comunicazioni istituzionali cosa accadrebbe? Pensiamo a un bando, un avviso pubblico, una delibera di giunta scritta in questo modo. Presenterò un’interrogazione in Senato affinché a livello nazionale si assuma una posizione netta e chiara nei confronti di tali assurde decisioni. Lo faccio in maniera ancor più convinta ora, nella ricorrenza dei 700 anni di Dante, padre della nostra lingua. Agli amministratori di Castelfranco ricordo che la nostra lingua discende da quella latina che ha tre generi: maschile, femminile e neutro. Abbiamo già tutte le carte in regola per parlare e scrivere correttamente, senza andare a creare inutili stravolgimenti che sanno tanto di “sinistra propaganda”». —
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