Gazzetta di Modena

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LE REAZIONI politiche / 1 

La Lega: «Atto estremistico che crea discriminazione»

Romani: «Da Castelfranco pratica da primi della classe: neutralizzati secoli di lingua». Girotti Zirotti: «Assurdo nell’anno dedicato a Dante»

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Atto di estremismo contrario al buonsenso. Così la Lega bolla l’idea lanciata dal Comune di Castelfranco, attraverso l’assessore alla Comunicazione Leonardo Pastore, di introdurre la “schwa” nella comunicazione istituzionale: un neutro al posto dell’universale maschile, con l’intenzione di rappresentare tutti.

Il Carroccio commenta l’iniziativa con toni molto duri, dicendo che in questo modo «si vuole cancellare l’identità». «Mentre l'Italia e il mondo lottano contro la pandemia, a Castelfranco non trovano niente di meglio da fare che perdere il tempo in insulse pratiche da “primi della classe”, che finiscono per offendere il buon senso e la misura» osservano dalla Lega. E sul punto interviene poi il referente provinciale Davide Romani: «Quando il tentativo di essere maggiormente inclusivi diventa estremismo, omologazione e, a sua volta, paradossalmente, discriminazione. Il Comune di Castelfranco – attacca – con il ricorso alla desinenza neutra ha neutralizzato secoli di lingua italiana e, al contempo, le innumerevoli battaglie di coloro che cercano di fare rispettare il diritto alla diversità. Inutile cancellare i generi, meglio sarebbe valorizzarli – incalza – inutile annullare le differenze, meglio sarebbe integrarle. Ringraziamo dunque il Comune di Castelfranco per averci fornito l’esempio di ciò che non è opportuno fare per cambiare la mentalità e la cultura della comunità».

A rincarare la dose è il capogruppo consiliare Cristina Girotti Zirotti: «Utilizzare un linguaggio rispettoso non significa neutralizzare ed estremizzare il genere, tantomeno cambiare il nostro vocabolario: sono esagerazioni ideologizzate dalla maggioranza Pd-sinistra. Un’iniziativa addirittura discriminante verso la valorizzazione delle differenze e dei generi. Per non parlare di ciò che significa per il nostro vocabolario». In questo senso, a suo giudizio l’iniziativa è particolarmente inopportuna adesso: «Nel 2021 ricorrono i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, che è stato celebrato il 25 marzo scorso anche da noi con mia comunicazione al Consiglio. Non è proprio il tempo per proposte del genere sulla lingua». —

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