Medicina: gli studenti divulgano la scienza
Seguiti da esperti, da oggi partecipano a incontri online su assistenza in carcere, robotica, Covid e trattamento pazienti
Gabriele Farina
Giovani al centro per divulgare la scienza. Parte oggi la sesta edizione del MoReMed, il congresso organizzato da studentesse e studenti di Medicina Unimore. Per la prima volta, gli incontri si terranno esclusivamente online. L’assistenza nelle carceri e la robotica, i ruoli degli specializzandi e degli infermieri, la riscoperta del paziente e i cambiamenti nella formazione dettati dal Covid-19 alcuni temi trattati oggi e domani. «Il MoReMed nasce con l’idea di mettere al centro lo studente - ricorda Giovanni Francesco Baresi, presidente del comitato organizzatore - e insegnare una corretta divulgazione della scienza. Siamo studenti e futuri dottori che un giorno dovranno parlare sia con i colleghi sia con la popolazione. Il congresso è una palestra per crescere».
Gli “istruttori” sono di tutto rispetto. Alle 9.15 circa di oggi l’immunologo modenese Andrea Cossarizza aprirà i lavori del congresso, di cui è membro della segreteria scientifica. Il professore emerito dell’Humanitas University Alberto Mantovani esaminerà dalle 9.30 “Immunità innata e infiammazione: dal cancro al Covid-19”. Alle 15.15 spazio al presidente della Società italiana di medicina e sanità penitenziaria Luciano Lucania, che analizzerà il “Modello assistenziale sanitario adottato nelle carceri”. «Lucania discuterà di medicina nelle carceri - ricorda Mariavittoria Colella, della segreteria organizzativa - offrendo uno spiraglio di una medicina che spesso non affrontiamo. Capita raramente di vedere carcerati in un reparto di medicina. Per il giuramento di Ippocrate vanno trattati alla pari».
Domani alle 9.15 la tavola rotonda istituzionale su “Come l’emergenza Covid-19 ha cambiato i medici di oggi e di domani”, a cui prenderanno parte il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri e l’assessore regionale alla Salute Raffaele Donini. Gli incontri saranno fruibili gratuitamente sul sito del MoReMed. Nella stessa pagina sono inseriti cinque “poster”, con studi e video realizzati da studenti universitari. Unimore compete con la “Indagine qualitativa sulla percezione degli infermieri in relazione alla presenza dei parenti degli assistiti durante le attività assistenziali in una unità operativa di Terapia intensiva”, a cura di Mattia Ispani. Il vincitore sarà annunciato domani alle 16.45. I “poster” saranno caricati sulla pagina YouTube del MoReMed assieme agli incontri. Oggi e domani si terranno (sempre a distanza) “workshop” di approfondimento su argomenti specifici. «Non saranno workshop pratici per cause di forza maggiore - riprende Baresi - ma mantengono una forte componente d’interattività». Un’interattività confermata durante gli incontri, a cui tutti possono partecipare gratuitamente. «Contiamo di raggiungere più persone possibili - confida Giulia Casolari, vicepresidente del comitato organizzatore - La modalità online è un vantaggio per gli ospiti». La vicepresidente conferma il valore della corretta divulgazione.
«L’altro giorno al parco una signora mi ha fermato dicendomi di non indossare la mascherina - riprende Casolari - Il dialogo può essere estremamente complicato. Noi sappiamo che il Covid è reale e quali sono le reali basi della patologia. Allenarsi a esporre le ragioni scientifiche è importante». —
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