«Alle donne stipendi inferiori a quelli degli uomini: -47,6%»
Un’indagine del Caf (Centro assistenza fiscale) Cisl Emilia-Romagna, che ha analizzato 142.629 dichiarazioni dei redditi presentate l’anno scorso con il modello 730 segnala che le donne lavoratrici guadagnano meno degli uomini.
Incrociando i suoi dati con quelli dell’Inps, la Cisl regionale sottolinea che la retribuzione media pro capite delle donne infatti è inferiore del 47,6% di quella degli uomini. Il reddito medio delle lavoratrici modenesi dipendenti è passato in particolare dai 19.942 euro del 2015 ai 20.233 euro del 2019 (+1,5%), mentre nello stesso periodo quello degli uomini è aumentato da 28.814 a 29.863 euro (+3,6%).
«I dati del nostro Caf rivelano un’inaccettabile disparità – commenta il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Le ragioni del permanere di una così marcata differenza retributiva sono varie. Le donne hanno generalmente orari di lavoro inferiori, non sempre per scelta; sono adibite a mansioni meno qualificate, pur possedendo le stesse competenze e professionalità degli uomini; le progressioni di carriera sono più lente, perché le donne devono dedicarsi anche alla famiglia; i contratti di lavoro sono più precari».
In Emilia-Romagna le donne assunte a tempo indeterminato sono il 71,4%, contro il 77% degli uomini, è femminile il 52% dei rapporti di lavoro a tempo determinato e il 53% dei rapporti stagionali. Le lavoratrici full time sono impegnate invece in media per 249 giornate pro capite contro le 268 giornate pro capite dei lavoratori. A settembre 2020 in regione l’occupazione femminile è scesa del 2,9% rispetto allo stesso periodo 2019: in valore assoluto. Modena è comunque tradizionalmente un territorio a forte occupazione femminile: secondo l’Inps nel 2019 le lavoratrici dipendenti e indipendenti modenesi erano 162.793. —
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