Nuovo supermercato negozianti in allerta «E i prodotti di qualità?»
L’arrivo dell’emporio In’s al posto della Vecchia Cantina mette in crisi i commercianti al dettaglio che puntano invece sull’eccellenza del servizio
Mattia Vernelli
CASTELVETRO. Come reagisce Castelvetro alla notizia del nuovo Discount? I nostalgici già rimpiangeranno le gloriose serate in Vecchia Cantina, ma il pensiero va in primis all’economia paesana, e quanto i prezzi bassi di “In’s mercato” potranno incidere sulle attività dei commercianti.
«Arriva in un periodo tutt’altro che semplice – sostiene Nazarena Quartieri nella sua merceria – Non credo ci fosse davvero bisogno di una struttura del genere. Non so a cosa andremo in contro perché non conosco la catena e i suoi prodotti, ma la paura è che possa danneggiare il tessuto produttivo del territorio. Avrei preferito facessero qualcosa per i nostri giovani, come un centro culturale o luogo di divertimento».
Circondato dalle sue paste appena sfornate, Claudio Rivi del “Forno Catia” fa sapere la sua opinione. «Sicuramente - dice - all’inizia la curiosità attirerà molto, la gente tenderà a provare i prodotti e probabilmente toglierà al piccolo commerciante un pò di clientela. Ma alla fine la qualità paga, e i supermercati non possono garantirtela».
Anche nella storica cartoleria in Via Sinistra Guerro si discute. Mirella Vecchi, la titolare, non nasconde un qualche dubbio sull’arrivo del colosso.
«Questo è un paese piccolo, non credo ci sia bisogno di questo supermercato. I prodotti sottocosto e sottomarca potrebbero danneggiare il commercio. Sarà perché appartengo ad un'altra generazione, ma il prodotto dell’artigiano è imbattibile: difficile mangiare le nostre specialità prodotte dalle industrie, per una come me così legata agli antichi sapori casarecci. Negli ultimi anni c’è una invasione della grande distribuzione, non ci si può fare nulla del resto. La Vecchia Cantina era preziosa per questo paese, donava un tocco di qualità».
C’è però anche chi esce dal coro e vede il nuovo supermercato come un punto di forza.
È il parere di Paolo Bortolotti dell’omonimo negozio di ortofrutta. «Cosa ci ha insegnato questo lock down? - si chiede - Che mai come ora è importante avere in paese servizi, perché tante persone per necessità economica sono usciti per andare a fare la spesa. Sarò controcorrente, ma questa è una realtà piccola e avere sul territorio un nuovo supermercato trattiene la clientela. È giusto avere un ampio ventaglio di scelta e che ognuno trovi il proprio prodotto. La filosofia qui dentro è di puntare su un target alto e prodotti selezionati, che non può abbracciare un bacino di utenza vasto».
Alla macelleria equina Tartare, i pareri sono nitidi: «È giusto – sostiene Luciano Vicini, il titolare - che ci sia concorrenza anche per le grandi catene: il piccolo commercio è in difficoltà dalla liberalizzazione delle licenze, e lo stesso deve essere con le grandi catene. E non parliamo della loro qualità; può capitare che la carne di cavallo nei supermercati arrivi dall’America, perché lì hanno capito che è meglio venderla piuttosto che buttarla via. In quel caso i clienti comprano carne in giro da mesi». Qualcuno, invece, si mostra imperturbabile all’arrivo del discount.
«Non credo ci siano ripercussioni sulla mia attività». A parlare è Emanuela Nerieri, del forno “La Rocca”. «La nostra produzione - continua - è artigianale, qui il cliente trova pane caldo e di qualità. Non si tratta solo di prodotti buoni, questo è uno dei punti di riferimento per Castelvetro». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
