Gli studenti del Meucci fondano un’impresa e ridipingono le aule
Mentre la scuola era chiusa, si sono ritrovati a piccoli gruppi, per dipingere le aule dell’istituto con artistici mandala.
È la scelta dei ragazzi della 3K dell’istituto d’istruzione superiore Meucci nell’ambito dei laboratori dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, tra le poche attività in presenza consentite anche nelle regioni rosse. I ragazzi dovevano infatti dar vita a un progetto d’azienda, un’impresa titanica in tempi di lockdown. Da qui l’idea di portare vita e colore nella scuola chiusa: una scelta pratica, ma anche simbolica. Trasformandosi un po’ in pittori e un po’ in imbianchini, gli studenti della 3K hanno dato vita alla loro mini-impresa, chiamata Painthing JA, e hanno contattato, in videoconferenza, i loro “clienti”, alunni di altre classi proponendo il loro servizio di restauro artistico delle aule.
Diversi gruppi hanno detto di sì e hanno raccolto i fondi per il progetto. A quel punto i ragazzi della 3K, divisi in piccoli gruppi e nel rispetto dei protocolli anti-contagio, hanno iniziato il lavoro sotto la sorveglianza degli insegnanti. «È il terzo anno che partecipiamo al progetto di Impresa in azione JA – spiega Alessandro Smerieri, il docente coordinatore – che ha lo scopo di promuovere la cultura imprenditoriale e l’esperienza pratica. L’iniziativa di quest’anno, al di là del risultato economico, ha una valenza simbolica. I ragazzi hanno dato vita e colore alla scuola durante il lockdown, hanno dimostrato che questo periodo difficile non ha cancellato creatività, fantasia, capacità di apprendere e di fare. E tutto questo è nato durante la tanto criticata didattica a distanza in cui ho parlato loro della terribile peste della metà del Trecento. Da quella lezione i ragazzi hanno appreso che le malattie sono state una presenza costante nella storia dell’uomo, ma anche che, dopo le tragedie più devastanti, la vita riprende ed è più forte di tutto. Boccaccio scrisse il Decameron, che inizia con la descrizione della peste a Firenze, per celebrare poi la vita e l’amore, Petrarca compose alcune delle poesie più belle e toccanti dopo che il morbo ebbe ucciso Laura. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare lo stesso e i ragazzi si sono ispirati agli artisti del Rinascimento che ebbe inizio proprio dopo la cupa stagione della peste». L’intento del Meucci,, come rimarca Smerieri, è anche di «far capire che la scuola non si è mai fermata. I ragazzi le hanno dato una veste nuova in vista della riapertura perché, a volte, colorare e affrescare edifici e pareti significa davvero rinascimento». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
