Gazzetta di Modena

Modena

spilamberto. ipotesi allo studio 

Croce Rossa cerca sede nelle Terre di Castelli

Saverio Cioce

Dopo la chiusura della vecchia postazione a Magazzino  i volontari valutano le alternative per attività socio sanitarie 

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Saverio Cioce

SPILAMBERTO. Arriverà a breve in paese una sede della Croce Rossa a servizio del territorio e dei Comuni vicini?

È questa l’ipotesi molto concreta su cui stanno lavorando i volontari che operano nelle zone dell’Unione Terre di Castelli. «Tutto nasce dalla chiusura della sede di Magazzino aperta per dieci anni a partire dal 2009 – spiega Carlo Meschiari, presidente della Cri Comitato di Modena – Le chiavi dei locali sono state restituite, ora si pone il problema di trovare possibili alternative, su cui sta lavorando un gruppo di lavoro formato dai volontari».

A Savignano del resto le attività sociali, come la consegna dei pasti a casa , continua come prima. Ma la questione di una sede operativa, vicina al territorio, è da tempo all’attenzione dei vertici della Cri, anche perchè oltre ai bisogni sanitari in senso stretto, ce ne sono altri che non rientrano nel catalogo dell’emergenza-urgenza. Non c’è solo la corsa a sirene spiegate con il ferito, ma anche l’accompagnamento per i dializzati, per gli anziani che vivono da soli o con difficoltà motorie e così via. Arrivati a questo punto dirigenti e volontari hanno fatto il punto della situazione. Densità territoriale, viabilità, concentrazione dei residenti nei centri abitati, sui posti di lavoro e nelle scuole: i parametri presi in considerazione sono parecchi.

Escludendo la scelta di Vignola per una copertura già esistente, i criteri indicavano in uno dei Comuni più abitati lo spazio migliore. Di qui l’indicazione su Spilamberto, a uguale distanza di strada tra il Policlinico di Modena e l’ospedale di Vignola.

«L’indagine non è ancora conclusa - sottolinea il presidente Meschiari - Al momento Spilamberto è solo un’ipotesi da approfondire. Solo l’assemblea dei soci, prevista a maggio, potrà esprimersi sull’opportunità di aprire una nuova sede o cambiare destinazione».

Resta il problema di una sede operativa, da attrezzare su misura per dare una risposta sanitaria e assistenziale che sia in grado di servire il più largo numero di persone e nel più breve tempo possibile.

Il via libera finale però, per quella che la Cri definisce una possibilità, è l’appuntamento previsto per metà del mese prossimo.

In quella sede i volontari con la tuta rossa si troveranno a mettere nero su bianco il progetto, in tempi brevi. —



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