«Il Comune ristruttura palazzi di via Respighi ma ci vuole più verde»
«Siamo sempre stati per alleggerire l’edificato nel quartiere e anche al civico 46 saremmo favorevoli all’abbattimento»
Alfonso Scibona
«Non voglio entrare nella polemica tra maggioranza e minoranza su questo tema, anche se come cittadini ci riguarda, ma voglio puntualizzare il pensiero di coloro che abitano questa fetta di quartiere che non sono stati coinvolti in una decisione che da chi governa è stata presa in autonomia».
Così Maurizio Davolio di Auser, che abita a due passi dal palazzo di via Respighi 75, che è in ristrutturazione per essere poi ceduto a famiglie che lo abiteranno pagando un canone concordato con l'amministrazione comunale.
«Noi residenti della zona – continua – abbiamo sostenuto già con la precedente amministrazione, nel corso di un’assemblea di quartiere con il sindaco Claudio Pistoni, la nostra avversità alla vendita di questo palazzo, per ristrutturarlo. Noi siamo sempre stati per una scelta urbanistica che alleggerisse l'edificato di questa fetta di quartiere. Così facendo, in qualsiasi modo la si vuole presentare, si tratta di lasciare tutto com'era prima, anche se rinnovato. Il fatto che gli edifici diventino più belli non cambia il peso del costruito della zona».
Davolio, quando usa il plurale si riferisce anche a un vicino palazzo, tuttora disabitato, al civico 46, che potrebbe avere la stessa sorte. Qualche tempo addietro proprio Davolio aveva capitanato una protesta davanti al palazzone del civico 46, cercando di portare alla pubblica attenzione che chi abita in via Respighi ha voglia di verde, anche se a due passi c'è il parco Albero d'Oro, che negli Anni Novanta e Duemila era un punto di riferimento anche per cittadini di altri quartieri, oggi un po' meno: «Anche per il civico 46 – conferma – siamo contrari a lasciarlo su. Per noi sarebbe meglio abbatterlo e lasciare lo spazio con un prato verde. La vera riqualificazione passa anche per arredo e decoro urbano. Se non ci fossero i volontari, via Respighi e anche quest'ultimo tratto sarebbero veramente nel più completo degrado».
Davolio chiude riferendosi poi al dibattito tra consiglieri comunali degli ultimissimi giorni, un comportamento che non ritiene utile al quartiere e che porta solo a dispute aride.
«Sull'operazione in atto nel civico 75, infine, vorrei puntualizzare – aggiunge Davolio – che housing sociale vuol dire anche spazi comuni, pertinenze collegiali, tutte cose delle quali nessuno ha parlato fino ad oggi, così come è nel limbo l'ente o società che gestirà queste famiglie, visto che non rientrano tra gli abitanti delle case popolari gestite da Acer. Ad oggi ci sono soltanto proclami e dispute politiche e nessuna convenzione per il futuro». —
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