«Il Comune vuole denigrare i suoi dipendenti nella scuola»
È sempre caos nel comparto istruzione. Dopo le dimissioni dei genitori anche i mancati accordi per i servizi estivi. I sindacati: «Scelgono solo i privati»
Genitori che si dimettono dagli organi scolastici, scuole di infanzia che continuano a finire alla Fondazione Cresciamo generando disparità di trattamento e la gestione dei servizi estivi. La scuola continua ad essere nell’occhio del ciclone e anche dai sindacati arriva una nuova sferzata: «La bufera intorno ai servizi educativi 0/6 del Comune di Modena - spiegano i sindacati della funzione pubblica Cgil, Cisl e Uil - che coinvolge ormai non solo le rappresentanze sindacali delle lavoratrici che garantiscono quei servizi, ma anche altri soggetti importanti del sistema, appare alimentata proprio dalla stessa Amministrazione Comunale, con un comportamento estremamente divisivo, che emerge in modo chiaro anche nelle ultime dichiarazioni emerse sulla stampa. Il Comune, invece di ricercare soluzioni condivise tra tutti i soggetti, a partire dalle educatrici, insegnanti, collaboratrici e cuoche che ogni giorno lavorano con cura e dedizione per garantire servizi educativi di qualità ha come unica idea quella di denigrare il proprio personale alimentando inutili divisioni all’interno della nostra comunità».
Già lo scorso anno ci fu il problema delle scuole aperte d’estate e della rottura con i lavoratori: «Vale infatti la pena ricostruire con esattezza i fatti: fino all’anno scorso era in vigore un accordo sindacale che garantiva l’attività estiva per tutti i nidi e scuole d’infanzia gestite dal Comune con il proprio personale dipendente per le prime due settimane di luglio. A giugno 2020, in piena pandemia, l’Amministrazione ha dato disdetta unilaterale di quell’accordo, e ha preferito far gestire i centri estivi ai privati, con un aggravio di costi e una minore offerta di servizi, nonostante il personale comunale fosse disponibile a svolgere tali attività. Quest’anno la storia si ripete: il Comune con un atto unilaterale, a mezzo stampa, dichiara di fatto concluso il confronto con le lavoratrici e decide di affidare il servizio estivo all’esterno, non perchè costretto dagli eventi, ma per una precisa scelta politica. Evidenziamo che si è svolto un primo incontro con il Comune su questo tema, il 15 aprile, e che come organizzazioni sindacali e rappresentanze dei lavoratori eravamo in attesa di una ulteriore convocazione per continuare il confronto, che non si era concluso. A questo punto dobbiamo dedurre che Il Comune ha già deciso, non avendo alcun interesse ad utilizzare al meglio le risorse e le professionalità che ha al suo interno, e che la sua unica preoccupazione sia ormai quella di liberarsene il prima possibile, attraverso i percorsi di esternalizzazione che sta mettendo in atto. Ricordiamo anche che nello stesso mese di luglio 2020 la Fondazione Cresciamo, il cui unico socio è il Comune, ha invece gestito i centri estivi presso le sue scuole applicando quello stesso accordo sindacale disdettato per le dipendenti comunali, rendendo quindi chiaro che l’obiettivo era quello di esternalizzare ai privati anche quel servizio. Il Comune di Modena va avanti con decisioni unilaterali, che non vanno certo a migliorarevla qualità dei servizi ». —
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