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Si nasce a Modena anche in era Covid Parti in crescita e più donne positive

Si nasce a Modena anche in era Covid Parti in crescita e più donne positive

L’ospedale Policlinico si conferma centro di riferimento La variante inglese ha complicato i casi rispetto al 2020

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Con 5336 parti nel 2020 contro 5314 del 2019 la Provincia di Modena ha visto un seppur minimo aumento di parti, in decisa controtendenza rispetto al trend nazionale ed al calo registrato in Regione (- 4 %).

Modena si conferma il secondo punto nascita della Regione dopo Bologna con 2834 parti (oltre la metà di quelli in Provincia). Di questi 62 sono nascite da pazienti Covid positive (2%): il Policlinico sin dall’inizio della Pandemia è diventato, infatti, hub provinciale dei parti Covid. Questo impegno si è rafforzato con la gestione di 60 controlli ambulatoriali, nei primi 3 mesi del 2021, e con la nuova recrudescenza pandemica, di ulteriori 20 parti in donne Covid positive su un totale di 650; una decina di queste hanno presentato sintomi importanti, per quanto tutti risolti.

I dati dei primi tre mesi del 2021, in particolare gennaio – febbraio hanno mostrato un calo del 15-20% dei parti rispetto allo stesso periodo del 2020 e solo marzo ha visto una, seppur lieve, ripresa. Questo dato dimostra come il periodo del lock-down di marzo – aprile 2020, con l’incertezza che portò la prima fase della pandemia, ha visto un drastico calo dei concepimenti.

«Un aspetto importante – spiega Fabio Facchinetti, direttore di Ostetricia e Ginecologia – che stiamo osservando da gennaio a questa parte, è l’aumento delle gravide positive sintomatiche, caratteristica che di fatto non avevamo incontrato nel 2020. Stiamo parlando di una decina di pazienti, alcune con quadri clinici anche importanti, anche se tutti risolti. Di queste, tre hanno dovuto ricorrere anche alla Terapia Intensiva: tutto si è risolto, ma con la dottoressa Pecorari, responsabile della Responsabile laboratorio Virologia e Microbiologia Molecolare abbiamo appurato che è stata la variante inglese a indurre questo fenomeno, sebbene le donne gravide in generale sembrino reagire meglio alla malattia. In alcuni casi, i più gravi, è stato necessario ricorrere al cesareo d’urgenza per consentire una miglior ossigenazione al feto».

Il Punto nascita del Policlinico è centro Hub per i parti difficili anche per la presenza della terapia Intensiva Neonatale, diretta dal prof. Alberto Berardi, che assiste circa 450 bambini prematuri all’anno e che ricorda: «Non abbiamo ancora osservato il trasferimento di anticorpi da madri vaccinate ai neonati, mentre per quanto riguarda la positività dei neonati possiamo dire che si è verificata solo in tre casi, tutti con trasmissione avvenuta dopo la nascita».

Dal 2020, dei 62 i neonati figli di madre Covid19 positiva assistiti al momento della nascita, 5 sono stati pretermine con età gestazionale inferiore alle 37 settimane. Di questi, 16 neonati sono stati ricoverati al settimo piano in Neonatologia dove è stata creata un’area dedicata. Dodici neonati hanno avuto necessità di un ricovero per motivi neonatali e nella maggior parte dei casi sono stati ricongiunti alla madre dopo un’osservazione transitoria. Quattro neonati, al contrario, sono stati ricoverati nel nostro Reparto in quanto le condizioni materne non permettevano l’isolamento congiunto, soprattutto negli ultimi mesi in cui si è osservato una maggior gravità della sintomatologia nelle puerpere». —

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