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Violenza sessuale all’ex moglie «Mi obbligò anche in ospedale»

F.D.
Violenza sessuale all’ex moglie «Mi obbligò anche in ospedale»

Condannato a 3 anni e 8 mesi per due episodi domestici Il pm aveva chiesto l’assoluzione Lui si difende: «Ero stressato e lei con la gonna mi provocava»

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PAVULLO. Il collegio giudicante, presieduto da Roberto Mazza, lo ha condannato a 3 anni e 8 mesi e al pagamento immediato di 10mila euro di provvisionale alla ex donna cioè a colei che ha violentato sessualmente almeno due volte. Lo hanno stabilito i giudici, che non hanno tenuto conto della richiesta di assoluzione - per mancanza del dolo - da parte del pubblico ministero Claudia Natalini, scegliendo invece di stangare un 48enne pavullese.

La vicenda si concretizza tra le mura domestiche dove la coppia, sposata dal 1998, continua a convivere nonostante l’intenzione reciproca di separarsi. Il marito, l’unico a lavorare, è talvolta particolarmente insistente nel chiedere rapporti sessuali fino a quando, a luglio 2018, l’ormai ex moglie fa ricorso alle cure del pronto soccorso. «Mi aveva avvicinato in cucina mentre preparavo la colazione per nostra figlia, mi ha afferrato un polso e ha tentato di penetrarmi. Io mi sono ribellata...». Di fatto sembra il medesimo canovaccio di quanto accaduto alcuni mesi prima in bagno quando “lui mi ha preso di forza e messa sul lavandino e ha tentato di fare sesso”.

Ma nel processo emerge anche un altro drammatico episodio: «Assistevo un familiare in ospedale – ha raccontato la vittima, rappresentata dall’avvocato Barbara Pini – e lui veniva ogni sera. Nonostante quella situazione non certo serena ha preteso di fare all’amore nel bagno della camera. Non volevo, ma in quel caso ho acconsentito».

La testimonianza della donna non ha trovato particolari smentite da parte dell’ex marito, difeso dall’avvocato Lara Mammi. «Prima della separazione informale era molto provocatoria, mi aspettava sempre sul letto. Quando la nostra storia era ormai alla conclusione e lei mi diceva che io stavo bene e facevo la vita del re: si è permessa di mettersi la gonna anche se le avevo detto di stare coperta, di non essere provocante. Bene, la mattina dopo, in cucina, ci ho provato. L’ho presa per il polso, forse l’ho afferrata un po’ forte, lei ha la pelle un po’ delicata ma appena mi ha detto di no, che non voleva rapporti, mi sono allontanato». Tanto è bastato a convincere i giudici a condannarlo per la violenza sessuale. —



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