Ricostruzione, arrivate al 78% le pratiche Mude liquidate
L’assessore Budri: «889 le “cambiali” concluse e a saldo su un totale di 1130» «Già pagati oltre 304 milioni». I riflessi della pandemia sui cantieri avviati
Mattia Cocchi
MIRANDOLA.246 pratiche Mude in lavorazione, delle quali 76 riferite a interventi in centro storico. Delle 1130 “cambiali” rilasciate al 31 ottobre del 2019, sono 889 quelle concluse e liquidate a saldo al 31 marzo scorso, ovvero il 78,5 % del totale, per un importo liquidato di 304 milioni e 160 mila euro, su un totale di 469 milioni e 654 mila euro concessi. Sono questi i numeri della ricostruzione dal terremoto aggiornati a inizio aprile.
«Il report della ricostruzione Mude riporta un quadro complessivo che per il nostro Comune si può ritenere positivo e la cui valutazione non può prescindere da un’analisi oggettiva delle condizioni generali imposte dall’emergenza sanitaria - ricorda il vicesindaco e assessore alla Ricostruzione Letizia Budri - In particolare la sospensione delle attività edili della primavera 2020, in seguito al fermo introdotto dall’emergenza Covide ha riaperto i cantieri oslo al maggio successivo. Una riapertura dei cantieri — spiega la Budri — mutuata dall’applicazione di stringenti protocolli per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, che hanno inevitabilmente introdotto oneri aggiuntivi per le imprese e un rallentamento delle lavorazioni. Elementi di criticità oltre ai quali, su un fronte parallelo, va considerata la massiccia attivazione di smart working e la gestione da parte degli uffici comunali dei così detti “Sal Covid” per consentire la liquidazione di stati avanzamento lavori ulteriori rispetto a quelli standard previsti dalle ordinanze Mude e Sfinge. Ad oggi sono 29 i “Sal Covid” lavorati e liquidati, per un totale di 4.928.795 euro di ulteriore liquidità “liberata” verso gli appaltatori».
«Ora — continua il vicesindaco — se si considerano i termini riportati dalle ordinanze commissariali per l’esecuzione degli interventi Mude e le possibili proroghe previste, rileviamo come i termini consentiti per concludere la “ricostruzione civile” ad oggi siano posti entro la fine dell’anno 2023. Questo termine non tiene però in considerazione del cessare dello stato di emergenza Sisma Emilia 2012, attualmente fissato al 31 dicembre che, se confermato, determinerà anche il cessare di un’importante leva di personale, così detto “somministrato sisma”, che in questi anni ha rafforzato le fila degli uffici del Comune e che solo in ridottissima parte potrà essere mantenuto. Un’ulteriore proroga risulta evidentemente necessaria e l’apertura delle interlocuzioni con il Governo a riguardo, aprono importanti spiragli sul 2022». —
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