«Tomei ci dica quali scuole non sono pronte al rientro al 100%»
“Priorità alla scuola” attacca il presidente della Provincia «Si rischiano di creare istituti di serie A e serie B Siamo fermi ad agosto»
È scontro aperto sull’istruzione. Il comitato Priorità alla scuola attacca il presidente della Provincia Gian Domenico Tomei che ieri su queste colonne aveva avvisato che il ritorno a scuola al 100% alle superiori sarebbe impossibile in 2 istituti su 3 a causa degli spazi ridotti. «Se resteranno le attuali norme di distanziamento – ha detto – non è fattibile».
Priorità alla scuola attacca: «A Tomei vogliamo chiedere l’elenco delle scuole che non potranno riportare gli alunni in presenza al 100% perché è un diritto per la collettività sapere chi e come si è attrezzato per garantire un percorso scolastico che permetta di far tornare gli alunni in classe in presenza sempre ed è quindi in grado il 26 aprile e a settembre di attuare il piano rientro, oppure no».
Priorità alla scuola ne fa in prima battuta un problema di rispetto, si rischiano di creare «scuole di serie A e scuole di serie B. Peccato che non ci risulta che in occasione degli open day sia stato stilato un elenco di questo genere. Che lei doveva avere ben in mente visto che oggi, candidamente afferma, che gli istituti modenesi che si possono permettere la didattica in presenza sono 10 su 30, o come ci chiarisce, 1 su 3». Secondo il comitato servono «trasparenti e puntuali», che resta stupito del fatto che le parole pronunciate da Tomei siano «le stesse dello scorso agosto sia sul piano trasporti che su quello aule».
Il presidente Tomei ha anche precisato che, oltre all’imponente spesa già programmata sull’edilizia scolastica, al momento non è facile reperire strutture idonee da affittare, poiché ci sono normative ben precise sugli edifici che possono adattarsi a tale funzione, a partire da quelle antisismiche. Su questo Priorità alla scuola propone un’alternativa: «Al di là di una stretta e precisa ricognizione di spazi alternativi dove dare sede a quegli istituti in sofferenza aule, oltre a un piano prefettizio con chiara struttura rispetto al rientro almeno al 75%, esistono anche soluzioni temporanee come i moduli prefabbricati, idonei a ospitare alunni in modo dignitoso e che possono essere un valido contributo per portare le scuole tutte in presenza, non 1 su 10».
L’altro capitolo su cui si consuma lo scontro è quello dei trasporti, perché con le attuali norme (i mezzi pubblici possono ospitare il 50% dei passeggeri) sarebbe impossibile mandare a scuola il 100% dei ragazzi senza creare più turni. Ma creare un turno mattutino e uno pomeridiano, significherebbe aumentare sensibilmente il personale scolastico, un passaggio che di per sé appare impossibile da realizzare con le attuali risorse.
«Vogliamo certezza e trasparenza – ribatte Priorità alla scuola – anche su un piano trasporti che tenga conto delle ingenti risorse arrivate alle Aziende di trasporto locale, per l’ampliamento e la riconversione del parco mezzi. Necessario non solo in caso di pandemia, ma anche a risolvere l’annoso problema di autobus e pullman sovraffollati, stile carri bestiame, che hanno contraddistinto la mobilità dei nostri figli anche in passato». In definitiva il comitato chiede a Tomei «l’elenco di quegli istituti che hanno sofferenze in questo senso, che venga detto alla collettività di che entità è questa sofferenza e cosa prevede di fare e soprattutto in che tempi».
Pur favorevoli alla scuola in presenza i sindacati scuola dell'Emilia-Romagna temono il rientro in classe degli studenti delle superiori al 100%. Il "rischio ragionato" di Draghi per i rappresentanti dei lavoratori della scuola non è «supportato da condizioni reali e che non basta a dare tranquillità e garanzie al personale e agli studenti». Lo affermano Flc-Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals e Gilda. Secondo i quali «con questa intenzione si rischia di rimandare nel caos le scuole e di stravolgere, per l'ennesima volta, un modello organizzativo che fino ad ora, pur nelle difficoltà, ha consentito alla scuola di funzionare anche attraverso la didattica a distanza»—
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