Admina, nuove tecnologie 3D per le auto d’epoca e le moto
Un’azienda giovane che pensa di estendere le proprie competenze ad altri settori «Anche edilizia e architettura potranno fare passi avanti finora impensabili»
Giovanni Medici
La Kawasaki verde e i quadri alle pareti dell’ingresso fanno subito capire che l’Admina srl di Formigine è una start up creativa. Nata nel 2018, ne è titolare Elisa Valli.
«Non siamo contoterzisti, ma un team che si affianca alle imprese, soprattutto del settore automotive. Se hanno sogni e progetti Admina le aiuta a metterli in pratica»: chi parla è Lorenzo Bertellini, il responsabile tecnico dell’azienda, che impiega in tutto sei persone. Prototipazione, co-design, progettazione sono parole che ricorrono spesso mentre ci racconta Admina. Così come reverse engineering, ovvero un processo che, grazie alla scansione 3D e alla conseguente modellazione tridimensionale, permette di ottenere un formato digitale di un oggetto, replicandolo oppure modificandolo.
È una ragazza neolaureata di 27 anni, originaria della zona del Lago Maggiore, Beatrice Piffero, che si occupa di questo particolare aspetto delle attività di Admina.
«Grazie al reverse engineering – dice Beatrice Piffero – si possono ricreare pezzi di ricambio per moto o auto d’epoca, introvabili ma necessari per i collezionisti per terminare i loro progetti e che ci vengono richiesti anche dall’estero».
Parti in acciaio per la meccanica ma anche per la carrozzeria, spiega Beatrice, che dopo il Liceo aeronautico in Lombardia è venuta a Modena per studiare ingegneria dei materiali, ha fatto tirocinio in Admina ed è stata assunta mesi fa: «In futuro utilizzando le stampanti 3D anche l’architettura o l’edilizia potranno fare grandi passi avanti impensabili».
D’altra parte grazie a loro si può creare di tutto, dai bottoni alle parti di motore di un Boeing. Ovviamente si parla in questi casi di pezzi in tiratura limitata: per quantità maggiori si ricorre alle tecniche tradizionali.
Admina segue tutto il processo progettuale e produttivo, fino alla validazione e ai test finali in laboratorio per ottenere le certificazioni, con tanto di consulenza tecnica per la manualistica. L’architetto Bertellini ci mostra poi una levigatrice a nastro ideale per la coltelleria e l’artigianato che lavora i metalli.
Admina l’ha chiamata Quak, 90 chili di metallo rosso e sulla quale sono stati richiesti due brevetti. Il responsabile tecnico dell’impresa formiginese (e ideatore di Quak) ci spiega di essere un appassionato di coltelleria e ci mostra cosa si può fare con la prototipazione.
«Questa la può usare anche chi ha un braccio solo, è versatile – sottolinea Bertellini – e la si può ribaltare di 180 gradi sul suo stesso asse».
«In un’azienda come la nostra la formazione e l’acquisizione di nuove competenze sono indispensabili – spiega invece il responsabile commerciale di Admina Eriano Baracchi – Ovviamente l’inserimento di giovani ingegneri come Beatrice diventa fondamentale».
I quadri del padre di Baracchi, Erio, professore di disegno e pittore di fama, decorano tutti i muri del capannoncino di via dell’Industria.
«Tecnologie additive e digital art si sposano con le tecniche diciamo tradizionali, sono una sorta di loro eredità artistica. La parte emotiva e relazionale – conclude Baracchi – non può essere dimenticata anche se si è al lavoro».
E infatti uno dei quadri del padre è diventato grazie alle stampanti 3D una sorta di installazione, che accoglie i visitatori all’ingresso di Admina. Ma il rimpallo tra lavoro e passione continua anche nel tempo libero. Eriano e Beatrice sono infatti rispettivamente pilota e navigatore su una Opel Astra che corre i rally di zona.
«Un divertente rimpallo – conclude Beatrice – che mi permette di fare esperienza concreta anche riguardo le teorie studiate all’Università». Precisione, concentrazione e fiducia nel partner (oltre a una certa dose di coraggio) servono sempre, al computer così come in strada. —
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