Cremonini padre e figlio condannati a 3 anni con sentenza definitiva
A Luigi e Vincenzo, che guidano il colosso del settore carni, le stesse pene erano state inflitte nei primi due gradi Ricorso alla Corte Europea
Per gli imprenditori modenesi Luigi e Vincenzo Cremonini, padre e figlio, la condanna a tre anni per insider trading è diventata definitiva.
Per insider trading si intende l’utilizzo di informazioni non di dominio pubblico, la cui divulgazione ha effetti sulle quotazioni di titoli per effettuare operazioni in Borsa e trarre vantaggio dalla loro conoscenza anticipata.
Luigi Cremonini è il fondatore del colosso omonimo delle carni con sede a Castelvetro, un gruppo che fattura oltre 4 miliardi di euro all’anno e che comprende marchi alimentari importanti come Inalca, Marr, Montana, Manzotin, Chef Express, Roadhouse. Luigi Cremonini e il figlio Vincenzo erano stati condannati in primo grado nel 2015. Il Tribunale di Milano li aveva condannati entrambi a tre anni e a una multa di 150mila euro: erano accusati nell'ambito di una operazione per l'acquisto di titoli della società nel 2008. Il vicepresidente Illias Aratri era stato condannato a 2 anni e a una multa di 50mila euro. Ad Aratri era stata concessa la sospensione condizionale della pena. I giudici avevano anche condannato i tre imputati a versare alla Consob, parte civile, un risarcimento di 100 mila euro. Il processo verteva sull'acquisto da parte della Cremonini srl di 1.875.350 azioni Cremonini spa tra il 9 gennaio e il 20 febbraio 2008 per un controvalore di 4.250.090 euro, prima che a fine marzo fosse lanciata un'Opa per l’uscita dalla Borsa della società quotata a Piazza Affari. L'operazione, valutata dai giudici dal «carattere anomalo», sarebbe stata realizzata attraverso un «abuso di informazioni privilegiate». L'acquisto di titoli avrebbe consentito «un guadagno illecito di 138.229 euro». Secondo la Procura di Milano, al momento degli acquisti sul mercato, la famiglia Cremonini sapeva già che avrebbe realizzato l'Opa per il delisting della società. L’esito venne poi confermato in Corte d’Appello.
Ora tutte le condanne al presidente Luigi Cremonini, all’Ad Vincenzo Cremonini e al vicepresidente Illias Aratri sono diventate definitive con la conferma della sentenza da parte della Cassazione la scorsa settimana. I difensori, che hanno chiesto l'assoluzione in tutti i tre gradi di giudizio, stanno valutando un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. —
