Modena, lo studio di un modenese. Come si comporta l’entusiasmo da social network
Il modenese Nicola Setti si è appena laureato in Psicologia con la tesi “L’entusiasmo nei social media. Un caso di studio” - Consapevole dei limiti insiti nel lavoro di tesi, che sto proseguendo e approfondendo, ho deciso di studiare le principali teorie e approcci psicologici sullo studio delle emozioni e sulle reti sociali
MODENA Quotidianamente qualsiasi essere umano prova un vasto spettro di emozioni, sia positive che negative. Tra queste c’è l’entusiasmo, che il più delle volte ha origine da qualcosa che ci sorprende, che supera o spiazza le aspettative. Non sappiamo che cosa sarà in grado di emozionarci, per cosa ci entusiasmeremo. Potrebbe essere un’immagine, una frase, un articolo, il like di una persona su Facebook o qualcosa di completamente nuovo.
«Approfondendo studi psicologici relativi alle reazioni emotive, mi è sorta una domanda su come si potesse esprimere e riconoscere l’entusiasmo sui social media, un’emozione capace di attivare comportamenti e coinvolgere un individuo in modi sorprendenti - racconta il modenese Nicola Setti che si è appena laureato in Psicologia con la tesi “L’entusiasmo nei social media. Un caso di studio” - Consapevole dei limiti insiti nel lavoro di tesi, che sto proseguendo e approfondendo, ho deciso di studiare le principali teorie e approcci psicologici sullo studio delle emozioni e sulle reti sociali in generale e ho individuato un nuovo “indice di entusiasmo” corrispondente a un valore che ho analizzato e correlato a numerose metriche relative alle attività sui social».
Formatore e consulente per aziende, federazioni e società sportive e collaboratore della società Borman Consulting, Setti ha deciso qualche anno fa di iscriversi a un corso di laurea magistrale in Psicologia incentrato sul rapporto tra Processi Cognitivi e Tecnologie e in particolare sulla comunicazione mediata dai social media; per la sua tesi, ha realizzato uno studio di social media analysis dei dati della pagina Facebook del Comitato di Modena della Federazione Italiana Pallavolo.
«Mi sono chiesto come esprimesse l’entusiasmo sui social media un atleta o appassionato di una determinata disciplina del territorio modenese in un contesto di distanziamento sociale come quello attuale - illustra Nicola - Il comitato Fipav Modena è molto attivo e propositivo sui social quindi ho raccolto moltissimi dati e informazioni. Inoltre ho approfondito e raccolto studi sul comportamento online dei tifosi sportivi. Non sono arrivato a una conclusione univoca: penso che i social media siano un mezzo di comunicazione come altri, caratterizzato da dinamiche proprie che influenzano la trasmissione stessa del messaggio». Ogni individuo è inserito in diverse reti sociali, anche in ambiente non virtuale, e durante una pandemia, i social media sono diventati ancora di più un modo per rimanere in contatto o fare nuove conoscenze.
«Credo che, se una persona prova entusiasmo, lo possa esprimere sui social media, ad esempio tramite reactions, commenti, condivisioni, attivando ricerche o inviando messaggi privati - spiega Setti - A livello statistico ho trovato alcune interessanti tendenze e correlazioni, in particolare con il tasso di engagement e le condivisioni.
A volte poi un individuo, pur provando entusiasmo, non lo esprime in modo rilevabile. A me capita di entusiasmarmi anche leggendo un libro in una stanza da solo, guardando un film, ascoltando un disco, non è detto che sia una reazione emotiva condivisa sul momento. Io sono convinto, e i dati raccolti confermano la mia idea, che una comunicazione positiva a livello emotivo e di tono possa portare a importanti risultati a livello promozionale e comunicativo a lungo termine, oltre che alimentare il benessere digitale dell’individuo e dei gruppi sociali». Per realizzare lo studio, Nicola ha organizzato anche interviste semi-strutturate a un campione di persone selezionate chiedendo loro, tra le altre cose, “cos’è per te l’entusiasmo?”.
«La mia risposta a questa domanda sarebbe molto lunga e articolata, diciamo che per me è un’emozione complessa e intensa, che porta ad agire, generata da una visione di un futuro positivo, spesso percepita come qualcosa di esterno che “ci prende” e fortemente corrispondente all’identità dell’individuo». La tempesta di informazioni in cui siamo immersi quotidianamente non aiuta la capacità di ascolto e osservazione per capire veramente cosa è ancora in grado di emozionarci sui social e fuori da essi. «Credo sia utile sviluppare la capacità di raccogliere quante più informazioni possibili, per selezionare quelle di interesse e poi decidere quale strategia mettere in atto - conclude Setti - Io vedo i social media anche come un luogo in cui si può sperimentare e raccogliere tantissimi dati, la difficoltà può essere interpretarli. È importante essere consapevoli dei limiti e delle caratteristiche del mezzo». —
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