Gazzetta di Modena

Modena

modena 

I 160 anni dell’azienda Chiarli con la quinta generazione

Giovanni Medici
I 160 anni dell’azienda Chiarli con la quinta generazione

È l’impresa vitivinicola più antica dell’Emilia Romagna, la prima fra le italiane a esportare all’estero. Anselmo Chiarli: «Dopo il Covid riprenderemo slancio»

3 MINUTI DI LETTURA





Giovanni Medici

È la più antica azienda vitivinicola dell’Emilia-Romagna e da cinque generazioni porta in tavola il suo Lambrusco.

La modenese Chiarli ha festeggiato nel 2020 i 160 anni di attività; una vicenda familiare che abbraccia cinque generazioni e racconta l’evoluzione di un vino e di un territorio. La storia ci racconta che Chiarli (nel 1860 nacque come osteria fondata da Cleto) è stata la prima azienda vinicola italiana a esportare all’estero, conquistando la Mention Honorable all’Expo di Parigi del 1900.

«Abbiamo contribuito in maniera significativa alla nascita delle Doc e del Consorzio dei Lambruschi Doc Modenesi, approfondendo al contempo – spiega l’azienda, primo produttore di vino privato in regione – lo studio e la valorizzazione dei cloni storici del Lambrusco e perfezionando, accanto alla tradizionale fermentazione in bottiglia, l’uso del metodo Charmat». Nel 1930 la Chiarli Cleto e figli produce già più di un milione di bottiglie l’anno; nonostante i bombardamenti distruggano la sede modenese, nel 1946 il lavoro riprende con nuova lena. Del 2000 è la nascita nel complesso di villa Cialdini a Castelvetro di una modernissima cantina: il resto è storia di oggi, con la quinta generazione della famiglia al timone. Oggi l’attività si divide tra la Chiarli Modena, orientata verso i vini di più ampio consumo, e la Cleto Chiarli Tenute Agricole, incentrata sulla cantina di Castelvetro, che guida il lavoro delle sette tenute di famiglia che assieme superano i 350 ettari di estensione (di cui più di cento coltivati a vite).

«Alla Cleto Chiarli Tenute Agricole – dice l’azienda di via Manin – va il merito di avere riscoperto i cloni storici del Lambrusco, in primo luogo Sorbara e Grasparossa, e di aver fatto lo stesso con il Pignoletto, oggi entrato a pieno titolo nella Doc Modena. Etichette prestigiose come i due Sorbara in purezza, Vecchia Modena Premium e Lambrusco del Fondatore, sono stati i primi Lambruschi della storia – ricorda ancora Chiarli – a conquistare i più ambiti e prestigiosi riconoscimenti della critica enologica». In occasione del suo centosessantesimo anniversario Chiarli ha pensato di proporre un vino prodotto in appena 500 bottiglie e firmato Quintopasso Metodo Classico, azienda parte integrante della galassia Chiarli e dedita esclusivamente alla produzione di spumanti metodo classico, bollicine ottenute da Chardonnay e Sorbara. Il Pas Dosè Rosè che celebra la storia dell’impresa fondata da Cleto è in particolare un Sorbara in purezza da cloni aziendali selezionati.

Dal punto di vista dei risultati economici il Gruppo nel 2019 ha fatto uscire dai suoi stabilimenti 18 milioni di bottiglie, mentre il fatturato ha raggiunto i 37 milioni di euro, con una quota relativa al mercato estero pari al 25%. Anselmo Chiarli, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo, sottolinea che «lo scorso anno la grande distribuzione ha sostanzialmente confermato i volumi mentre il settore hotel, ristoranti e catering ha visto una forte diminuzione sia in volumi che in fatturati (meno 40% circa). Questi dati sono più o meno gli stessi sia per il mercato nazionale che per quelli esteri. Il progetto iniziato vent’anni fa, che ci ha consentito di posizionare tutta la nostra produzione e in particolare il Lambrusco in una fascia di mercato molto più elevata rispetto alla media delle altre produzioni emiliane, ha solo subito un rallentamento. Siamo convinti che non appena la pandemia avrà esaurito i suoi effetti la nostra azienda potrà riprendere il cammino con sempre maggiori successi. Segnali già molto positivi stanno arrivando da alcuni mercati esteri, dove le riaperture dei canali tradizionali sono iniziate e dove la richiesta dei nostri vini Cleto Chiarli stanno crescendo. Proseguiamo fiduciosi – conclude Anselmo Chiarli – sulla strada segnata da 160 anni». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google