Il duro compito dei presidi: «Rifare gli orari? Lavoro difficile»
Da Modena, Carpi e Vignola c’è preoccupazione: «Incastrare le varie esigenze in meno di una settimana è davvero complesso»
Gabriele Farina
«Un lavoro difficilissimo». È il giudizio dei presidi delle scuole superiori modenesi che dovranno gestire il rientro in presenza del 70 per cento degli studenti. Per un istituto di mille ragazzi significa avere cento ragazzi in più di quanto ipotizzato (ne erano previsti il 60 per cento) e 200 rispetto allo scenario attuale.
A complicare il puzzle, ci sono poi i doppi turni disposti dal tavolo in Prefettura. Dopodomani e martedì i trasporti rispetteranno la percentuale del 70% con un unico ingresso alle 8. Da mercoledì 28, il 50% degli studenti entreranno alle 8 e il 20% alle 10. Con quali criteri? I dirigenti scolastici si interrogano, domandano ai consigli di classe e si preparano a un lungo fine settimana di studio.
«Al Meucci di Carpi abbiamo pensato di tenere nel primo turno dalle 8 alle 13 le classi con sei ore – anticipa il preside Luigi Vaccari – per evitare che gli studenti in ingresso alle 10 non escano alle 16. Il 20% si adatterà ad entrare a metà mattinata mentre per il restante 30% ci sarà la didattica digitale integrata. Va annotato che le percentuali saranno variabili con gli stage in alternanza scuola-lavoro. Diciamo che ci prepariamo ad effettuare una prova per il futuro della scuola nel prossimo anno: non sappiamo come ripartiremo a settembre. Abbiamo bisogno di continuità: per fare un orario scolastico normalmente si impiegano settimane».
Una continuità che gioverebbe di certo al liceo Sigonio di Modena. «Serviranno uno o due giorni per fare la quadra degli orari – interviene il preside Claudio Caiti – Occorre riorganizzare tutto, cercheremo di rispondere nel modo più veloce possibile alle nuove direttive». Caiti ricorda sia la disposizione della Prefettura sia l’incontro con l’Ufficio scolastico provinciale. «Ogni scuola dovrà trovare la modalità più adeguata – precisa il dirigente – Il panorama sarà variegato a seconda delle esigenze. Noi dirigenti ci dobbiamo confrontare con gli insegnanti, i genitori, i vari componenti della scuola».
All’istituto Levi di Vignola si prospettano un’intensa fase di studio. «Si dovrà concertare con i Consigli di istituto se privilegiare in presenza le terze o le quinte perché hanno esami – ribadisce la preside Stefania Giovanetti – Chiaramente è un lavoro complesso ridefinire gli orari. Possiamo avere il 50% degli studenti nei laboratori per i distanziamenti». —
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