Nasce il Biodistretto del Panaro «Prodotti e cultura al centro»
L’associazione composta da consumatori, operatori agroalimentari e turistici Odorici: «Coinvolte 22 aree con Vignola come fulcro. Progetto aperto a tutti»
Elena Pelloni
Si costituirà lunedì il Biodistretto Valli del Panaro, un progetto di cultura, ambiente ed economia locale. Abbraccerà i 22 territori che, da Fanano a Modena, si affacciano sul Panaro e sui suoi affluenti. L’idea è quella di promuovere un nuovo modello di consumo dei prodotti biologici locali, dando risalto alla stagionalità e alla filiera corta. In Italia sono presenti circa una ventina di Biodistretti analoghi a quello che sorgerà lungo la Valle del Panaro. Si tratta di un’associazione di promozione sociale all’interno della quale troveranno posto consumatori, cittadini, operatori agroalimentari e turistici, associazioni no-profit di categoria e di consumatori, di tutela del territorio e culturali. Il mondo del biologico e la tutela dell’ambiente saranno i due capisaldi che guideranno le attività del Biodistretto. Una cornice all’interno della quale sarà possibile valorizzare e commercializzare i prodotti biologici locali; ma anche proporre attività riguardo un nuovo modello culturale di gestione sostenibile del territorio a livello economico, ambientale e sociale.
L’idea nasce nel 2009 da un gruppo di cittadini sensibili alle tematiche ambientali e alla sostenibilità, i quali fondarono il Presidio Paesistico Partecipativo del Contratto di fiume-paesaggio del Medio Panaro, oggi tra le associazioni promotrici del Biodistretto. Tra questi, Fabrizio Odorici è uno degli animatori della nuova associazione di promozione sociale: da circa due anni, assieme agli altri ideatori, ha messo in moto una serie di eventi e incontri per ampliare la platea a favore di produttori, di associazioni no-profit e di cittadini interessati alle tematiche.
«Attraverso le nostre iniziative, promuoveremo sia gli aspetti culturali dell’agricoltura biologica, che l’apertura di nuovi mercati di vendita per i produttori che aderiscono al progetto - spiega Fabrizio - Vignola rappresenta il baricentro dei 22 territori, motivo per cui immaginiamo di poter portare lì un primo punto vendita dei prodotti agroalimentari dei nostri affiliati. Ma il Biodistretto non sarà soltanto commercio: vogliamo portare sul tavolo della discussione la valenza ambientale dell’agricoltura biologica e quella culturale del cibo sano».
Lunedì alle 19 sarà possibile prendere parte alla diretta web in cui verrà istituita l’Assemblea dei soci e verranno definite le prime attività. L’evento si terrà in presenza all’ex mercato ortofrutticolo di Vignola ma i posti saranno contingentati. Si potrà partecipare alla videoconferenza mandando una mail a biodistretto.panaro@gmail.com. Saranno presenti, oltre ai promotori, le associazioni che patrocinano il progetto: il Presidio paesistico partecipativo del contratto di fiume del medio Panaro, l’associazione italiana per l'agricoltura biologica Emilia-Romagna (Aiab), Slow Food (Vignola e Valle del Panaro), l’associazione di produttori e raccoglitori di Fanano (Prora) e i gruppi d’acquisto solidale, “Gas c’è” di Castelfranco e “Gas Almo” di Piumazzo.
«Nel Biodistretto Valli del Panaro sarà presente tutta la filiera del settore agroalimentare - prosegue Fabrizio Odorici - Dalla produzione, alla trasformazione fino al settore del turismo locale, coinvolgendo così agriturismi, b&b e tutta la ristorazione. Chiunque potrà farne parte, purché aderisca ai nostri principi. I produttori dovranno portare avanti le loro attività in uno dei 22 territori identificati dallo statuto». —
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