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«Qui cani e gatti come in famiglia È una lunga tradizione montana»

«Qui cani e gatti come in famiglia È una lunga tradizione montana»

Zocca prima in classifica nazionale tra i comuni sotto i 5mila abitanti: Nonostante risorse limitate, i servizi di assistenza sono efficienti 

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il caso

Come fa un piccolo comune di 4.500 abitanti a primeggiare a livello nazionale nell’attenzione agli animali? Qual è il segreto?

Il sindaco Gianfranco Tanari non ha una ricetta da dare, ma spiega il sorprendente risultato di Zocca con una serie di fattori. «Intanto abbiamo una collaborazione ormai storica con l’Enpa – sottolinea – che è da molti anni sul territorio con una fitta presenza di volontari, ed è appena passato in giunta il rinnovo per la gestione delle colonie feline e le segnalazioni di casi particolari di maltrattamento o abbandono, sia di cani che di gatti. In prima battuta, questo riconoscimento di Legambiente mi fa pensare al buon lavoro dei volontari, che vanno senz’altro ringraziati». Poi ovviamente c’è la convenzione col canile, in questo caso il Giovanetto di San Giovanni in Persiceto, attiva anche per l’assistenza a cani e gatti incidentati.

«Altro buon lavoro è senz’altro quello svolto dalla polizia locale – osserva – che si occupa dei casi di randagismo con grande attenzione e solerzia, in collaborazione con l’ufficio veterinario Ausl. Si interviene subito e si risolvono le situazioni, senza ovviamente tralasciare l’aspetto sanzionatorio, quando ci sono i presupposti».

Ma non è così frequente, perché il sindaco riconosce ai concittadini una forte sensibilità in tema animali, che è forse la ragione profonda del risultato: «Devo dare conto in generale di un senso civico molto alto – nota – lo si vede chiaramente dal tam tam che si sviluppa su Facebook ad ogni post su un cane o un gatto smarrito: segno di sensibilità e partecipazione. Anche casi a prima vista di gestione problematica finiscono spesso per dare esiti confortanti: mi ricordo una volta una segnalazione ricevuta su una persona che aveva 14 cani, perché a dire dei vicini abbaiavano un po’ troppo. Andò la polizia, andò il servizio veterinario e alla fine… Fecero i complimenti al proprietario perché li teneva benissimo, ovvio che essendo tanti un po’ abbaiavano. Ecco, mi sembra indicativo di uno stile di rapporto: qua, anche per tradizione di montagna forse, agli animali vogliamo tutti bene. E ce ne prendiamo cura come di un componente della famiglia». —

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