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Ceramica ABK lancia la Villa digitale per i clienti

Giovanni Medici
Ceramica ABK lancia la Villa digitale per i clienti

È fra le prime in Italia a sperimentare la modalità alternativa per presentare  i prodotti al pubblico come i marmi di lusso. Una realtà in notevole ascesa

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Giovanni Medici

La ceramica ABK di Finale è una delle prime aziende in Italia a sperimentare una modalità alternativa per presentare i propri prodotti al pubblico e ai clienti, in un periodo storico dove il contatto diretto è molto difficile se non impossibile, soprattutto per chi abita in continenti diversi. Si tratta di una Villa virtuale visitabile al computer e nella quale ammirare a 360 gradi la bellezza dei prodotti dell’impresa finalese. A cominciare da Sensi signoria, i nuovi effetti marmo che puntano sul colore. Questa “virtual experience” ambientata in Versilia conferma il marchio ABK tra le aziende più all'avanguardia anche nella comunicazione digitale.

«Oltre all'elevata qualità della realizzazione questo strumento – afferma l’azienda – si distingue per le animazioni visive che rendono il percorso ancora più realistico e per una serie di finestre pop-up che, durante la navigazione, consentono al visitatore di ricevere tutte le informazioni necessarie sul prodotto, proposto in sei varianti». Un'occasione del tutto nuova per ABK anche sotto il profilo commerciale, perché permette di fissare incontri on-line con i distributori, che nel frattempo avranno ricevuto una prima campionatura del prodotto, così da poter toccare con mano ciò che si vede posato nelle diverse stanze virtuali.

«Come nell'arte rinascimentale la collezione mescola i marmi – spiega ancora l’impresa finalese – giocando coi loro contrasti, ma lo fa in chiave del tutto contemporanea, in ambienti dai volumi moderni, dal design geometrico e arredati seguendo uno stile minimal-chic».

ABK Group negli ultimi mesi si è fatto notare per le diverse acquisizioni portate a termine, in Italia e all’estero. A marzo ha comprato Desvres, ceramica francese fondata nel 1863 (fatturato 2020 di 40 milioni di euro) e nel secondo semestre dell’anno scorso ha acquistato Ceramiche Gardenia Orchidea di Spezzano (fatturato 2019 di 38 milioni di euro, marchi Gardenia Orchidea e Versace Ceramics, quest’ultimo specializzato in rivestimenti e arredi per il bagno). Poi ancora il 49% della spagnola Arbe Stolanic (specializzata in particolare nei sistemi di cottura a induzione inglobati nelle superfici).

Una strategia non solo finalizzata a fare aumentare volumi e fatturati ma che delocalizza alcune produzioni vicine ai mercati maggiormente ricettivi per le tipologie di prodotto come i pavimenti, i rivestimenti e le lastre di grande formato in gres porcellanato per le quali l’impresa finalese è nota in tutto il mondo. ABK Group, presieduto da Roberto Fabbri, si conferma così fra i protagonisti del settore ceramico italiano, con una previsione di fatturato che, rispetto ai 150 milioni di euro fatti segnare nel 2020, a fine 2021 si prevede possa raggiungere gli oltre 180 milioni.

La capofila è nata nel 1992 (i suoi marchi storici sono ABK, Flaviker e Ariana oltre a Abk Stone e Materia) e il Gruppo ha due stabilimenti, l’uno a Finale e l’altro a Solignano Nuovo, oltre a un polo logistico a Fiorano. ABK Group ha 5000 partner in oltre 80 Paesi del mondo e 600 collaboratori. —

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