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I bar ripartono tra i dubbi «Banco, regole e meteo»

Paola Ducci
I bar ripartono tra i dubbi «Banco, regole e meteo»

I gestori potranno lavorare fino alle 22 e chiedono chiarezza sulle consumazioni «Speriamo che la gente sappia comportarsi. E per i tavoli servono più spazi»

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Paola Ducci

È davvero tanta la voglia di ripartire per i titolari dei numerosi bar della città che oggi, con l’ingresso della nostra regione in zona gialla, si apprestano a riaprire finalmente i battenti fino alle 22, con esclusivo servizio ai tavoli, purché posizionati all’aperto, con la possibilità di far accomodare fino a quattro persone a tavolo a meno che gli avventori non dichiarino di essere conviventi. Ma i gestori non nascondono anche qualche perplessità e preoccupazione che riguardano soprattutto la poca chiarezza delle regole sul servizio al banco, la paura di assembramenti difficili da gestire che potrebbero riportare ad una nuova chiusura a breve e l'incognita meteo, che a questo punto diventa determinante per poter davvero lavorare.

«Da lunedì si ritorna a fare i generali - rammenta così Laura Berardi, barista del “Piazza Caffè” che si affaccia su piazza Grande a Modena - sono sicura al cento per cento che fin da subito le distanze di sicurezza non verranno rispettate, le mascherine dei più giovani saranno abbassate e noi vivremo con la spada di Damocle delle sanzioni da parte delle forze dell’ordine perché non saremo in grado di far rispettare le regole. La speranza è che questa volta ci sia davvero più responsabilità soprattutto tra i ragazzi, perché con le scorse riaperture ci sembrava di impazzire».

Pronto, ma nello stesso tempo non così pronto perché dubbioso su come si dovrà comportare quando qualcuno gli chiederà un caffè al banco, è Michele Borelli, titolare della Caffetteria e pasticceria Solmi di via Emilia Centro: «Per questo aspetto il decreto non è assolutamente chiaro. Quindi come dovremo comportarci? Continuare a fare un caffè da asporto e chiedere al cliente di consumarlo lontano dal locale oppure potremo tranquillamente servirlo al banco come era contemplato nei vecchi Dpcm della zona gialla di Conte?».

Lo stesso dubbio attanaglia anche Giuliano Pederzini, titolare del Bar Farini: «Confesercenti ha dichiarato che, non essendo stata menzionata alcuna variazione normativa rispetto alle regole della vecchia zona gialla sul servizio al banco, il buon senso vorrebbe che si facesse valere quanto espresso nel vecchio Dpcm Conte. Speriamo arrivino presto conferme e chiarimenti in merito«.

Infine, con le nuove regole, l'incognita meteo gioca un ruolo determinante e per il debutto in zona gialla non sembra essere proprio dei migliori, almeno per i primi giorni della settimana. «Abbiamo un unico ombrellone che non può di certo coprire tutti gli 8 tavolini esterni – sottolinea Ilenia Agliardi del Madison Caffè di via Taglio – non potendo fare accomodare i clienti all’interno dei nostri locali siamo un po’ preoccupati. Ma su questo non abbiamo poteri, non resta che affidarci alla fortuna, cosa che non sarebbe proprio auspicabile quando si gestisce una attività con la responsabilità di personale alle proprie dipendenze». E a proposito di dehor c’è anche chi si sente penalizzato come i titolari degli esercizi che si affacciano su via Emilia Centro. «Più e più volte abbiamo chiesto all’Amministrazione di valutare la possibilità di pedonalizzare alcuni tratti della via Emilia Centro almeno nei fine settimana – conclude Borelli della Caffetteria Solmi- dando anche a noi la possibilità di ampliare lo spazio di accoglienza esterno, estremamente risicato rispetto a quello concesso ad altri locali, ma purtroppo le nostre richieste non sono mai state prese in considerazione». —

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