Liti fiscali, provvedimenti per ridurre i contenziosi
No, non si tratta di un condono, ma di una via breve per chiudere le partite più piccole. Il 46,1% dei ricorsi presentati nel 2020 alle Commissioni tributarie ha un valore medio che non supera i 3mila euro. E se si considera che quelli pari o superiori a 1 milione di euro sono solo l’1,6 per cento allora sembra chiaro come il contenzioso fiscale sia sostanzialmente intasato di procedimenti bagatellari, che in parte finiscono per ingolfare il funzionamento della sezione tributaria della Cassazione. Dai professionisti del fisco e dal dipartimento Finanze del Mef arrivano le prime, preliminari, idee per un’azione sui contenziose anche di più basso valore. I dati infatti, sostiene il MEF, «suggeriscono una riflessione su iniziative da intraprendere per migliorare l’efficienza della giustizia tributaria e garantire la corretta riscossione delle imposte per lo Stato, agendo sul rapporto fisco-contribuente e sul rapporto giustizia-contribuente, connessi tra loro». Del medesimo parere sono i professionisti del fisco, ora tale indicazione sarà acquisita nel gruppo interministeriale Mef - Giustizia, incaricato di riformare il discusso funzionamento del processo fiscale. Un intervento che sta a cuore al governo di Mario Draghi, tanto che tra i 22 decreti collegati al Def c’è anche quello sul restyling del contenzioso. Sul tavolo non mancano proposte di una riforma incisiva, a partire dai quattro disegni di legge che puntano all’istituzione di una «quinta magistratura». Ma in questo caso si tratterebbe di una riforma di non facile attuazione nel breve-medio periodo, non solo per i costi ma anche e soprattutto per i tempi. In più i professionisti spingono per dare il loro contributo. Lo stesso decreto di nomina della commissione prevede che sarà necessario «avvalersi di qualificati esperti», «provenienti da diverse categorie professionali». Tuttavia avvocati e commercialisti hanno fatto una richiesta di partecipare con propri rappresentanti alla commissione. I punti cardine sono il potenziamento di strumenti già esistenti e interventi mirati per limitare i ricorsi. La base è la Revisione di Mediazione e Conciliazione. La mediazione, in particolare, ha già prodotto buoni risultati nel passato e ora sarebbe necessario affidarla a «strutture autonome» piuttosto che all’amministrazione finanziaria, con l’individuazione di «un organo super partes».
Inoltre i professionisti aggiungono un ulteriore aspetto: l’introduzione della prova testimoniale nel processo tributario. La partita è aperta, la via è spianata, ora la palla passa al Ministero delle Finanze e a quello della Giustizia e capire fino a quanto siano disposti a scendere a compromessi per un restyling delle liti fiscali che da tutte le parti viene auspicato. —
* dottore commercialista
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