«Niente servizi interni, limitazioni fantasiose che penalizzano tutti»
Il divieto di servizio a banco nei bar, sostituito da quello limitato ai soli tavolini all’aperto, trova le perplessità di Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio. L’associazione, infatti, evidenzia i rischi di assembramento esterni e le difficoltà per chi, invece, non ha un dehor.
«Viene chiamato decreto Riaperture – dice – e poi invece si trovano sempre nuovi fantasiosi modi per restringere la possibilità alle nostre imprese di lavorare bene. Le imprese sono esauste e i cittadini sempre meno attenti a seguire regole che cambiano senza senso. Secondo l’interpretazione del ministero dell’Interno, per i bar al 26 aprile le misure restrittive sono addirittura peggiori di quelle che per mesi hanno adottato in zona gialla, perfino quando di vaccini non c’era traccia. Oggi, con oltre 17 milioni di somministrazioni vaccinali e 4 milioni di persone guarite dal Covid, si impedisce di effettuare il consumo al banco e lo si fa con un’interpretazione ministeriale. È una mancanza di rispetto e un danno secco verso 130mila imprese che hanno già pagato un prezzo altissimo per le misure di contenimento della pandemia, senza alcun beneficio evidente sul piano sanitario. Per questo chiediamo al più presto un intervento del ministero dello Sviluppo economico». —
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