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Spaccio in pizzeria, preso il terzo fratello

S.P.
Spaccio in pizzeria, preso il terzo fratello

Nuova operazione dei carabinieri contro la famiglia Pirito con otto provvedimenti cautelari. Già identificati anche 65 clienti

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NONANTOLA. Un nuovo capitolo dell’operazione “Pizza Family”, conclusasi nel luglio dello scorso anno, è stato portato a termine nei giorni scorsi. Un’operazione che proprio perché in linea con quella precedente è stata denominata “Pizza Family 2”, e che ha portato all’esecuzione di otto provvedimenti cautelari. Al centro dell’indagine antidroga una pizzeria nel cuore di Nonantola, in cui si fingeva di vendere pizze ai clienti; l’esercizio commerciale era in realtà una copertura legale per attività illecite, con la droga che viaggiava all’interno dei cartoni della pizza. La pizzeria era dunque una vera e propria base operativa per lo spaccio di sostanze stupefacenti. In questa seconda operazione, denominata come detto “Pizza Family 2”, i Carabinieri del Comando di Modena, coadiuvati nella fase esecutiva dai Carabinieri della Compagnia di Cirò Marina, hanno eseguito otto misure cautelari a carico di altrettanti destinatari, di cui tre custodie cautelari in carcere, un arresto ai domiciliari e quattro obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, per spaccio di cocaina. Il provvedimento, come già anticipato, si inserisce nell’indagine “Pizza Family” che aveva portato al sequestro della pizzeria e ai primi arresti. Un maxi-blitz delle forze dell’ordine lo scorso 21 luglio che aveva visto l’intervento dei carabinieri di Modena, supportati dai cani antidroga della Guardia di Finanza e da elicotteri da Forlì per evitare che i soggetti coinvolti fuggissero: anche rintracciarli non era stato semplice. Le indagini negli ultimi mesi non si sono però fermate e il loro sviluppo ha portato al nuovo provvedimento. Provvedimento che vede coinvolti di nuovo il padre, Antonio Pirito (ai domiciliari), i due fratelli Giuseppe e Fabio che hanno ricevuto la notifica in carcere dove ancora si trovano. A loro si vanno ad aggiungere un altro fratello che va in carcere, e la madre che invece dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria. Ci sono altre persone coinvolte. Un cugino, un altro parente e un pizzaiolo. Quest’ultimo non è però Luca Sanpietro, arrestato invece la volta scorsa. Per loro tre è scattato adesso l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della stazione di Nonantola e le otto misure cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Modena, dott.ssa Eleonora Pirillo, su richiesta del dott. Marco Niccolini, Sostituto Procuratore della Repubblica di Modena. Questo è dunque il secondo capitolo dell’altra indagine le cui misure cautelari, come detto, venivano eseguite a luglio 2020, anche col sequestro della pizzeria.

Per la prima indagine tutto era partito in seguito all’arresto di uno dei componenti della famiglia che aveva in gestione la pizzeria trovato in possesso di un grande quantitativo di cocaina. A quel punto, anche i restanti familiari sono stati tenuti d’occhio, ed è emerso come abbiano continuato a utilizzare la pizzeria per portare avanti le proprie attività illecite. In tutto ciò, servendosi anche della collaborazione di alcuni dipendenti. L’indagine andata avanti dal 2018 fino al luglio dello scorso anno, grazie a varie testimonianze raccolte e altre attività, ha permesso di documentare più di 270 cessioni di cocaina a numerosi acquirenti. Persone che si recavano in pizzeria fingendo di acquistare pizza, cercando invece sostanze stupefacenti: tra di loro, 65 sono stati identificati. — S.P.

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