Addio a Francesco Maria Feltri Una vita dedicata alla storia
Professore all’istituto Selmi da un quarto di secolo, è scomparso ieri a 64 anni Era uno dei massimi esperti di Shoah: «Rendeva semplice ciò che è difficile»
Luca Gardinale
Quando passerà il dolore per una perdita così grave e improvvisa, allora ci sarà più tempo per ricordare. E allora tutti penseranno con un sorriso alle sue conferenze, che erano prima di tutto belle conferenze, incontri a cui si andava non per dovere, ma per il piacere di sentir raccontare la storia da un uomo che la amava profondamente. Il professor Francesco Maria Feltri, da oltre 25 anni docente all’istituto Selmi di Modena e storico conosciuto e apprezzato in tutto il Paese, è scomparso ieri all’età di 64 anni. Una scomparsa che ha lasciato senza parole i tanti modenesi che lo apprezzavano e che hanno lavorato con lui, a partire dalla dirigente scolastica del Selmi, la professoressa Margherita Zanasi: «La scomparsa del prof. Feltri è stata un durissimo colpo - spiega - perché il nostro istituto, ma anche tutta la città e non solo, perdono una figura autorevole e apprezzata da tutti». La preside ricorda la passione di Feltri per la storia, ma soprattutto la passione che sapeva trasmettere ai ragazzi e a chi lo andava ad ascoltare: «Ai suoi incontri partecipavano anche studenti degli altri istituti - riprende - tanto che l’unico problema era... la capienza delle sale. Se ne va una persona autorevole, che sapeva unire passione, conoscenza e umanità, e in più aveva una grande dote: quella di rendere semplice ciò che è complesso». Considerato uno dei massimi esperti italiani di storia del nazionalsocialismo e della Shoah, Feltri ha organizzato diversi viaggi studio nei luoghi della memoria, dalla Polonia a Israele: «Era uno di quegli insegnanti - chiude la preside - che gli studenti non dimenticheranno mai».
A ricordare il collega è anche il professor Luca Righi, vicario del dirigente scolastico al Selmi: «Fatico ancora a crederci - confessa con la voce rotta dall’emozione - abbiamo perso un grande storico, una grande persona, un amico». Il ricordo è quello «di una persona estremamente disponibile e attenta, che aveva un’enorme passione per la storia, ma allo stesso tempo una grande umanità e capacità di coinvolgere chi andava ad ascoltarlo. Ci siamo sentiti spesso anche durante le chiusure imposte dalla pandemia - ricorda ancora il professor Righi - e mi ha colpito la sua capacità di adattamento e di vivere al meglio anche una situazione estremamente difficile per noi». Quindi, ricordando le tante conferenze sulla Shoah e sui temi storici, il vicario del Selmi fa notare che c’è un motivo per il quale così tante persone andavano agli incontri di Feltri: «Perché le sue conferenze erano prima di tutto belle, ti aprivano gli occhi e ci comunicavano cose che molti libri non sono in grado di fare». —
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