Gazzetta di Modena

Modena

da domani 

Doppio orario a scuola «Un peso in più a fine anno»

Serena Arbizzi
Doppio orario a scuola «Un peso in più a fine anno»

Lupinacci, Meucci: «Con l’uscita alle 15 si stravolge l’equilibrio della giornata» Cardarella, Vallauri: «Temiamo il rischio di assembramenti all’esterno»

3 MINUTI DI LETTURA





Serena Arbizzi

È polemica in alcune delle scuole superiori di Carpi per l’introduzione del doppio orario, a partire da domani. Il provvedimento impone di suddividere in due gruppi gli studenti: uno con ingresso a scuola elle 8, l’altro il 20 per cento, entra alle 10. Ed è su quest’ultimo gruppo che si concentrano le critiche.

«I ragazzi entrano a scuola alle 10 ed escono alle 15 – attacca la prof Maria Teresa Lupinacci, insegnante di diritto al Meucci – Questa decisione rappresenta qualcosa di aberrante. Il problema riguarda soltanto la nostra provincia per intero e mi sembra assurdo che nessuno protesti per questo. Cosa fanno i ragazzi costretti a rispettare un orario che va dalle 10 alle 15? Non mangiano? A cosa serve la presenza organizzata così? Questo, inoltre, non riguarda tutte le classi ma c’è un lavoro pazzesco di riorganizzazione degli orari, a un mese dalla fine della scuola – prosegue l’insegnante – Chi deve fare i conti con il trasporto pubblico, arriva a casa oltre metà pomeriggio e l’indomani si dovrebbero fissare anche delle verifiche? In poche parole, si tratta di una decisione presa senza tener conto delle esigenze della realtà».

La vicepreside dell’Itis Simona Fregni afferma che al “Da Vinci” è stato approntato un orario «per ora non ufficiale. Rispettando il 50 per cento degli ingressi alle 8 e il restante 20 per cento alle 10, abbiamo osservato quanto impone la direttiva del Prefetto. Abbiamo organizzato le cose in modo tale per cui i ragazzi escano un giorno solo alla settimana alle 15 perché si alterneranno tutte le classi».

La vicepreside pone in evidenza che questo provvedimento ha una scadenza: «Sappiamo che durerà fino al 9 maggio, questo orario. Successivamente vedremo cosa verrà deciso».

Il preside del Vallauri, Vincenzo Caldarella, pone l’accento su possibili nuovi rischi su cui si ci si dovrà soffermare. «Temiamo che si possano creare assembramenti all’esterno degli istituti scolastici – dice – Questa è la più grande preoccupazione, vista anche la capienza limitata dei mezzi pubblici che si occupano del trasporto dei ragazzi. Abbiamo rimodulato tutti gli orari perché questo problema sia il più possibile limitato: in realtà, il 20 per cento degli studenti non significa poi tante classi coinvolte. Tuttavia servirà un occhio di riguardo, dal momento che l’indice dei contagi mostra, finalmente un calo, al quale vogliamo contribuire con senso di responsabilità».

La preside del liceo Fanti, Alda Barbi, rimarca come «lo staff della dirigenza abbia lavorato moltissimo per mettere a punto una programmazione idonea alle direttive. Siamo arrivati a un orario che impatta in modo accettabile e che, per quanto riguarda le prime, prevede l’uscita alle 14 una giornata alla settimana. Certo, il liceo prevede meno ore dei tecnici, ma siamo stati interessati anche noi dalla riorganizzazione che comporta piccoli sacrifici, ma accettabili». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google