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Formigine vuole essere green e sposa l’energia sostenibile

Stefania Piscitello
Formigine vuole essere green e sposa l’energia sostenibile

L’assessore Bosi: «Vogliamo ridurre le emissioni a livello locale fino al 50%» «Raddoppio delle piste ciclabili arrivando a 80 km. Mille piantumazioni l’anno»

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Stefania Piscitello

FORMIGINE. Si chiama Paesc, il Piano d’azione per l’energia sostenibile, ed è lo strumento attraverso il quale raggiungere gli obiettivi previsti dal “Patto dei Sindaci”: obiettivi che si traducono nella riduzione delle emissioni di CO2 e di gas climalteranti di almeno il 40 per cento entro il 2030. Formigine punta ancora più in alto: il piano d’azione vuole ridurre le emissioni della metà rispetto al 1998, con una riduzione del 50 per cento di anidride carbonica entro il 2030. Il Paesc, redatto con il supporto tecnico dell’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, prevede diciotto azioni di mitigazione volte ad una riduzione dei consumi, sia pubblici che privati, più dodici strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, e domani sarà portato in consiglio comunale per essere approvato. L’obiettivo è ambizioso, lo studio che c’è alla base è complesso, così come le azioni che sono state previste per arrivare a raggiungere i risultati sperati. «Quest’anno – spiega l’assessore per Formigine città sostenibile 2030 Giulia Bosi per fare qualche esempio delle azioni - abbiamo deciso, grazie anche alle opportunità che sta dando lo Stato, di lavorare sull’edilizia residenziale pubblica. Interverremo sui tredici appartamenti che abbiamo dislocati sul nostro territorio, per fare una riqualificazione energetica. Coibentazione e isolamento termico, sostituzione degli infissi e anche eventualmente di caldaie singole per dare a tutti la possibilità di accedere a un’energia sicura, moderna e affidabile. Questa azione aiuterà le famiglie seguite dai servizi sociali che si trovano nelle nostre case di edilizia residenziale». Un altro punto cruciale del Piano, che fa sempre parte delle azioni di mitigazione, è quello delle reti ciclabili che Formigine punta a raddoppiare entro il 2030.

«Per il momento – prosegue Bosi – siamo quasi a 40 chilometri, ma il nostro obiettivo è arrivare a 80 chilometri. Quest’anno andremo a completare il tratto che collega Formigine a Ubersetto, nodo fondamentale per gli spostamenti casa-lavoro, andando così a fornire una via sicura, veloce e pulita». Dodici sono le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, volte a consentire al territorio di rispondere prontamente a eventi estremi. La tutela della biodiversità è un altro tema centrale: «Vogliamo sempre più scegliere piante e alberi del nostro territorio autoctoni che vadano a tutelare non solo la parte verde ma tutto l’ecosistema del nostro ambiente, le api, le farfalle, gli insetti. Agiremo facendo piantumazioni concrete e puntuali, almeno seicento l’anno, sperando di arrivare anche a mille. Quest’anno raggiungeremo quota 600-900 piante». E poi c’è un’altra strategia, legata invece alla sfera dell’acqua pulita e alla riduzione delle perdite: «Siamo un territorio urbanizzato da tanto tempo e abbiamo una rete che non è così efficiente. Per questo con la sostituzione delle tubature e con controlli mirati attraverso tecnologia di telecontrollo, andremo a risolvere questa problematica. In più faremo in modo di garantire sempre di più un accesso a un’acqua controllata, pulita e di qualità in casa». E conclude: «Solo quando riusciremo a coinvolgere tutti i cittadini, potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo preposti». —

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