«Più di questo esame mi fa paura il futuro»
«Condivido pienamente la decisione di eliminare gli scritti e i commissari esterni dopo due anni di didattica a distanza», spiega Giselle Volpi, studentessa prossima all’esame di maturità. «La pandemia ha avuto un grande impatto sulle abitudini, sul metodo di insegnamento e sullo stato mentale degli studenti, un aspetto troppo spesso trascurato». La modalità d’esame soddisfa i giovani maturandi, lasciando spazio alla loro creatività.
«L’idea dell’elaborato è assolutamente nelle mie corde, soprattutto perchè mi permetterà di mostrare ciò che ho trovato interessante e di presentare alla commissione qualcosa di mio, che mi rappresenti». Nonostante tutto, qualche mancanza permane. «A livello burocratico, la possibile versione dell’esame è cambiata troppe volte, lasciandoci pieni di dubbi». A fare paura e a mettere curiosità allo stesso tempo è l’incertezza, non tanto per l’esame, quanto per il futuro: «L’ansia salirà il giorno prima dell’orale, ma quello che mi spaventa di più è ciò che verrà dopo, quando uscirò». —
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