Ruspe sull’ex caserma che ha accolto per anni decine di carabinieri
La palazzina sarà demolita dopo 14 anni di non utilizzo Lascerà spazio ad un piano di rigenerazione urbana
FINALE. La ruspa affonda la benna tra i muri della palazzina di via Della Resistenza, che per decenni ha ospitato la caserma dell’Arma dei carabinieri. Da ormai una dozzina di anni era disabitata, c’era chi ne curava il giardino esterno per evitare che le erbacce prendessero il sopravvento, ma ormai il suo destino era segnato. Non si è infatti mai concretizzato un progetto di ristrutturazione, magari utile a riqualificare gli spaziosi appartamenti dei piani alti che per diverso tempo hanno dato accoglienza ai militari in servizio. E così in questi giorni si sta procedendo ad abbattere quel luogo simbolo che ha ospitato decine di carabinieri e almeno tre comandanti di stazione: Giovanni Rabboni, Enzo Di Bartolomeo e il Luogotenente Luca Cappello che ha inoltre gestito anche il successivo trasloco del 2007 e l’inaugurazione della nuova caserma in via Bonacatti a maggio 2008. E’ soprattutto al piano terra, nonostante i limiti di altezza dei soffitti, che la palazzina ha segnato lo scorrere della vita dei finalesi, fossero i giovani da bacchettare per qualche marachella o i pochi e ormai arcinoti balordi del paese: sulla destra c’era la sala per le denunce, degli addetti e l’archivio, sulla sinistra trovavano posto l’ufficio comandante e le camere di sicurezza, stanze inframezzate dalla porta che dava accesso agli appartamenti, che si sviluppavano ai piani superiori e dove sono stati accolti i militari in servizio con le loro famiglie.
Ora al posto della palazzina è prevista una nuova urbanizzazione a cura di una nota azienda di Finale che sta effettuando i lavori. La strada intrapresa è quella della rigenerazione urbana, abbassando perciò l’altezza dell’edificio per inserirlo al meglio nel contesto residenziale del quartiere, che non a caso è sempre stato conosciuto come “il quartiere dei carabinieri” proprio a testimoniare il valore simbolico di quell’immobile. E infatti sono stati diversi coloro che negli ultimi giorni sono passati appositamente per via Della Resistenza con l’intenzione di osservare il cantiere e provare a riaccendere qualche ricordo di un altro pezzettino di storia paesana che se ne va. —
F.D.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google