Mirandolaexit, Finale sta con Greco & C. Palazzi contro il nuovo round in tribunale
La presidente Lisa Luppi: «Incarico ad un avvocato per difendere l’Unione e i suoi cittadini, garantendo i servizi»
MIRANDOLA. A mossa corrisponde una contromossa e da mesi il copione è sempre il medesimo in Area Nord. Stavolta, però, si inerisce una variabile finora rimasta praticamente estranea alla vicenda giudiziaria della Mirandolaexit, ossa il Comune di Finale. Perché il sindaco Sandro Palazzi ha infatti deciso di non votare la delibera di Giunta dell’Unione che propone di incaricare un avvocato per costituirsi contro Mirandola nella vertenza che presto arriverà al Consiglio di Stato. Lo hanno comunque fatto gli altri sette sindaci, facendo sì che l’ente sia rappresentato e possa tutelarsi da Mirandola nell’ultimo passaggio giuridico, laddove un ruolo determinante – stando almeno a quanto sostenuto dagli avvocati incaricati dal sindaco Greco e dalla sua Giunta – lo avrà la discussione intorno all’autonomia dei municipi.
«A seguito della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale – ha commentato Lisa Luppi, presidente dell’Ucman – che ha annullato la delibera di recesso, favorevole all’Unione, l’amministrazione comunale di Mirandola ha ritenuto di promuovere un ricorso al Consiglio di Stato. I sindaci hanno deciso, a maggioranza, di costituirsi in giudizio per tutelare, anche in questo caso, le ragioni dell’Unione, che già hanno trovato conferma nella sentenza del primo grado di giudizio. Si tratta di un percorso necessario per difendere gli interessi delle comunità dell’Area Nord. L’Unione sta affrontando una fase di profonda riorganizzazione interna e di ridefinizione dei servizi rivolti ai cittadini, continuando a perseguire importanti obiettivi strategici di prospettiva per il territorio».
I tempi per ridisegnare l’Unione si stanno dilatando e chi auspicava di raggiungere un accordo con Mirandola prima delle vertenze giudiziarie ha ormai messo in nota che difficilmente gli auspici saranno concretizzabili. Come del resto non ci sono concreti passi in avanti nella produzioni delle analisi che i consulenti municipali avrebbero dovuto portare in aiuto dei vari Consigli comunali.
Ma tornando all’inedito asse Mirandola-Finale: Palazzi da tempo cerca una pace politica con il fronte leghista guidato dall’onorevole Guglielmo Golinelli, che ai tempi non apprezzò affatto la scelta del sindaco di schierarsi contro Mirandola. E Golinelli è comunque un autorevole esponente da consultare nella scelta del futuro candidato sindaco del centrodestra finalese. Averlo come allenato, e non come oppositore, potrebbe servire a Palazzi a conquistarsi quella riconferma e fiducia che a oggi è sancita dai vertici regionali ma è ben lontana dall’ufficialità incondizionata e assoluta. C’è anche da dire che nei mesi passati qualche accenno di asse tra i due Comuni più importanti della Bassa in ottica Area Nord era già emerso: Mirandola ha sempre parlato di condivisione di servizi attraverso le convenzioni tra realtà limitrofe e Finale non ha mai disdegnato l’idea di mettere insieme varie competenze per fare massa critica in quegli uffici che non avranno vita facile se mantenuti in autonomia. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
