I cinesi di Faw dirottano su Reggio Emilia la scelta per il polo delle auto elettriche
Dal sindaco reggiano Vecchi trapela il cambio di strategia dopo l’annuncio bolognese che privilegiava Castelfranco
Evaristo Sparvieri
Manca solo l’ufficialità, che sembra ormai davvero a un passo. Ma nella corsa all’auto del futuro Reggio Emilia ha messo la freccia, lasciando di fatto al palo la Valsamoggia e Castelfranco, che pure nelle ultime ore sembrava avesse piazzato una bandierina. Non è cosi. I colossi della cinese Faw e dell’americana Silk Ev alla fine hanno deciso di sbarcare nell’Area Nord, mettendo le radici su un terreno di 300mila metri quadri, dove sono destinati a nascere da qui ai prossimi due o tre anni sia l’atteso stabilimento sia l’innovativo centro di ricerca della recente joint venture targata proprio Silk - Faw, che a Reggio daranno vita all’auto elettrica del futuro. È qui, a due passi dalla Mediopadana e dal casello autostradale dell’A1 che cadrà quindi una pioggia di investimenti: un miliardo di euro, con la prospettiva di creare un migliaio di nuovi posti di lavoro, per la realizzazione di quella che diventerà una vera cittadella delle auto elettriche e ibride.
Un progetto annunciato circa tre mesi fa dalla Regione insieme ai vertici delle due società e a diverse autorità cinesi, senza però indicare dove sarebbe caduta la scelta dei due colossi automobilistici, che nel frattempo hanno sondato diverse aree dell’Emilia, spingendosi fino a Imola, sede dell’autodromo.
Reggio? Ha intravisto l’opportunità servita su un piatto d’argento e ha accettato la sfida. E attraverso un lungo lavoro sottotraccia del sindaco, Luca Vecchi, e dell’assessore alla Rigenerazione Urbana e vicesindaco, Alex Pratissoli, al termine di una serie di incontri e sopralluoghi, ha tagliato il traguardo, riuscendo ad attrarre su di sé l’intera operazione ed estendendo di fatto i confini della Motor Valley emiliana, dove da posizione marginale ora la provincia reggiana si candida a diventare un nuovo baricentro, decisamente proiettato al futuro e alla mobilità sostenibile. Nello stabilimento reggiano non verrà infatti realizzata solo la già annunciata serie “S” del designer Walter De Silva: una supercar nata dal connubio unico tra segmenti dell’ultra-lusso, vetture sportive e vetture elettrificate, con elementi altamente innovativi, che in Cina si legherà al brand Hongqi. Sempre a Reggio verranno realizzati anche i futuri Suv elettrici e ibridi, coniugando ambiente e ricerca, motori e natura. A guidare la joint venture è stato nominato Amedeo Felisa, ex Ad e membro del Cda di Ferrari Worldwid. L’americana Silk Ev – che conta una sede provvisoria anche a Corte Tegge – è una società specializzata nell’ingegneria e nel design di auto che ha il suo quartier generale in Emilia-Romagna, e ulteriori sedi in Cina e negli Usa, riunendo i maggiori esperti di progettazione e ingegneria automobilistica mondiale per costruire un marchio globale di veicoli a nuova energia (Nev), che rappresentano l’apice dell’innovazione tecnologica, della connettività e dello stile.
Faw Group Corporation (Faw), già China First Automobile Works, è invece uno dei più antichi e grandi produttori automobilistici cinesi: più di 130mila dipendenti, un capitale sociale di 35,4 miliardi di renminbi cinesi (che corrispondono a oltre 40 miliardi di euro) e un patrimonio totale di 457,83 miliardi (pari a circa 590 miliardi di euro), capace nel 2019 di vendere 3,464 milioni di vetture con i marchi Hongqi, Bestune e Jiefang.
Due colossi, una a trazione occidentale e l’altra a trazione orientale, che hanno quindi deciso di puntare forte sull’Emilia, da sempre terra di motori, firmando la joint venture per la progettazione, ingegnerizzazione e produzione delle nuove vetture. La produzione su larga scala avverrà sia a Reggio che a Changchun, dove ha sede il quartier generale di Faw. —
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